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Cosa succederebbe se metteste insieme, al fine di
creare una project band per un unico e solo album, i più svitati ed
eccentrici artisti della scena industrial cristiana? E parliamo
oltretutto di un ensemble molto ampio in cui hanno apportato estrosità e
follia membri, tra gli altri, dei Celldweller, dei Stavesacre,
dei Chatterbox, ma soprattutto degli amati e celebri Circle Of
Dust. Succede che non potrebbe che uscirne un disco elaborato quanto
folle, ed effettivamente così è stato. Mastermind del sodalizio è Buka,
autore della scrittura della maggior parte delle song, le quali
dovrebbero essere 18, in realtà seguite al loro termine da una lunga
serie di a-titolati intermezzi e dissennate visioni sperimentali, che
proiettano il total track del platter a ben 34. "Misguided" uscì
per la christian label R.E.X. Records, riedito poi, data la grande
richiesta di un prodotto ormai introvabile, quasi dieci anni dopo dalla
Retroactive.
Il sound degli Argyle Park è una fantasiosa
commistione di techno, industrial e (abbastanza poco a dire il vero)
metal estremo, volto di netto alla sperimentazione tecnica e vocale su
una ritmica per lo più up-tempo: il tutto è condito poi da una robusta
dose di insania, del resto questa caratteristica imprescindibile per il
genere. Inganna un poco l'esordiente Refuge, ambient e
narrato filtratissimo con affiancamento di synth, ma anche la seguente
Headscrew, dato che attacca di mero death con growl e
clean! Oscure atmosfere sintetiche, strane voci femminili ed un finale
industrial metal non permettono ancora di mettere a fuoco il reale sound
della band, che emerge solo dalla terza Agony: la techno
sparata inizia ad impazzare, qui con tanto di semirappato ma anche
filtraggi vocali di ogni tipo; bello è però un fascinoso finale da
atmosfera noir. In Futile si impone un synth
futuristico-spaziale, in Scarred for life la polifonia è
anche catchy, mentre con A burdens folly tornano le
randellate death, cupo e possente!, ma nel proseguo è ancora industrial;
curiosa non poco è la coralità gregoriana che si inserisce in backing...
Un tocco di classe è Circle permeata di eteree
elettroniche pinkfloydiane. Follia quint'essenziale è Leave me
alone: industrial più drumming violento, nonchè piano jazz che
fraseggia con puro e semplice...rumore! Ci sarà poi il caos, ed infine
la malinconia. Andando avanti nella track list incontriamo le chitarre
distorte ed il techno metal dell'undicesima Gutterboy, il
delirante proclama riecheggiante di OG, ancora il techno
metal qui death oriented di Misanthrope, l'articolato
guitar work di Doomsayer, il mood nu-metalloso della
(apparente) conclusiva Uffern. Della già accennata pletora
di insensatezze che seguiranno di lì quali bonus, a salvarsi è solo uno
splendido dark ambient futuristico che lambisce i cinque minuti.
Da sempre considerato un classico del genere,
questo album è un vero must per i christian metallers amanti della
sperimentazione sintetica, ma, di contro, una totale inascoltabile onta
"sacrilega" per gli old-schooler. Ora sapete dunque cosa troverete per
la via inserendo "Misguided" nel vostro lettore: ergo, poi non
riprendetevela come me, io ve l'avevo detto!
Vaake
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