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Doctor D, Meister J e
Necrowild formano la line-up di questi Armageddon Holocaust. In
particolare i primi 2 musicisti hanno fatto la storia della fertile ed
esotica scena estreme metal indonesiana; band interessantissime quali
Bealiah e Kekal, provengono da questi signori. La stessa
entità Armageddon Holocaust ha partorito dischi più che
ascoltabili, ma quello che ci troviamo ad ascoltare compie un piccolo ma
deciso passo indietro. Troppo altalenante nella qualità delle song
proposte e soprattutto una produzione in cui è quasi impossibile sentire
le casse della batteria, e, al contempo, c’è troppo volume sui piatti,
così la sezione ritmica è decisamente affossata. Se stilisticamente i
dischi precedenti si rifacevano alla prima ondata black ed unblack,
questo disco va ancora indietro ripescando sonorità del metallo più
plumbeo ed estremo degli anni ’80 (Venom, Hellhammer,
primi Mayhem, Slayer, ecc.). Scelta di per sé valida, dato
che questo diverrà un trend, soprattutto nel secular black, solo qualche
anno dopo.
Sorprendono piacevolmente l’opener Misanthropic greve e
putrescente, e la seguente The world I hate the most, doom
alla Trouble ma con cantato maligno. Holocaust 2004 AD
è più contemporanea nel suono, e abbastanza poco significativa, a
dispetto del titolo altisonante. Isolated persona ha un
riffing sabbathiano accelerato; qui quel difetto alla produzione è
davvero evidente. Poi tocca a Demonsuctionsystem, lunga ed
inquietante dark ambient. Si ritorna al thrash sporco e grezzo della
titletrack. La chiusura è affidata alla speed Antientertain
incorporated che strizza l’occhio ai primissimi Slayer,
ma la song appare molto stanca.
Una release con una
produzione, a mio avviso, davvero scarsa e con alcune canzoni che
sembrano troppo dei riempitivi, tuttavia caldamente consigliata agli
amanti del metallo estremo sì, ma anche retrò.
Daniele E.
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