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AS CITIES BURN
Son, I Loved You At Your  Darkest
 
AS CITIES BURN
Hell Or High Water
 
 

 

AS CITIES BURN
Come Now, Sleep
alternative
2007 - Tooth & Nail Records
(USA)
www.myspace.com/ascitiesburn

 

Avete mai ascoltato un album che vi ha portato alle lacrime? Io si. Dopo che il vocalist T.J. Bonette decise di lasciare il gruppo per sposarsi, gli As Cities Burn decisero di sciogliersi definitivamente, dato che oltre ad un vocalist perdevano anche il songwriter. A seguito di un’intensa protesta da parte dei fans, la band decise di proseguire la propria avventura con un nuovo vocalist: Cody Bonette, già chitarrista del gruppo e fratello del vocalist precedente. Nella vita però accade a volte che delle persone molto vicine a noi ci lascino per sempre. Nel caso degli As Cities Burn si è trattato di Timothy, un loro caro amico che si è tolto la vita. Questo disco è dedicato alla sua memoria, e a chiunque abbia perso qualcuno di caro.

Dalle prime note dell’opener, Contact, comprendiamo bene che il post-hardcore del debutto è completamente svanito, ma non le sonorità experimental caratteristiche del gruppo. Con ambience varie e vocals malinconiche e leggere entriamo in quello che è un brano di bellezza immensa, che mi fa venire i brividi ad ogni ascolto. Questo brano da solo è riuscito a manifestare in me una nostalgia malinconica, ed altre emozioni forti che non so spiegare. Gli arrangiamenti sono molto semplici, con chitarre pulite e dei bei tocchi alle tastiere, ottimo anche il solista verso fine brano. Il vocalist nuovo, Cody, è anche un maestro del songwriting.
I testi di questo pezzo sono malinconici e pessimisti ("Hearts aren't really our guides / We are truly alone / 'Cause God ain't up in the sky / Holding together our bones"). Dopo tale bellissima introduzione (di circa 7 minuti!) si passa ad Empire, un bel pezzo, che ha degli accenni al post-hardcore del debutto qui e là. Anche qui i testi sono leggermente pessimisti, in quanto parlano di quanto noi crediamo di essere grandiosi, senza capire che in realtà siamo soli. Leggermente più sperimentale è la bella The hoard, che però nel ritornello si fa troppo ripetitiva e potrebbe stufare un po’, ma complessivamente è davvero un bel brano. Ottimo pezzo risulta anche il seguente This is it, this is it, in cui compaiono un po’ di post-hardcore e di sonorità noise. "Who do you think God is? What do you think God is?", è la domanda che apre la traccia seguente, Clouds. Molta ambience compare anche in questo brano, ed anche del post-metal. Bellissime le lyrics che ripetono "Is your god really God? / Is my god really God? / I think our god isn't God / If he fits inside our heads".

New sun, invece, segue un po’ la scia iniziata dai pezzi precedenti, rimanendo pur sempre un pezzo a se stante. Abbastanza diversa però è la seguente Tides, la quale apre leggermente funkeggiata e continua sulla scia post-hardcore tipica del debutto. Altra perla la troviamo in Wrong body, bellissima e malinconica, che contiene altri accenni post-metal, senza tuttavia esagerare. Più melodica è la seguente Our world is gray, che mostra ancora una volta della bravura di Cody nello scrivere lyrics; vi troviamo infatti chicche quali: "He's shooting god up in his arm through a needle / And she's putting cuts on her legs to bleed out the devil / Surely you will not die, eat and be like God / What have we done?". Molto nostalgico il testo, come anche la musica, il tutto per rappresentare quanto grigio e privo d’amore sia il mondo. Ed ora si arriva al finale, Timothy: un viaggio di 13 minuti che ci porta a riflettere sull’altra vita. Il vocalist, consapevole di dove sia finito il suo amico Timothy, dichiara di preferire credere che l’inferno non esista pur di accettare il suicidio del suo amico. Pezzo straziante, colmo di dolore, sia nei testi come anche nella musica.

Avete dunque mai ascoltato un album che vi ha portato alle lacrime? Io si, ed è proprio "Come Now, Sleep" degli As Cities Burn. Questo disco è un viaggio dritto nel nucleo del dolore e della nostalgia.
"Tell me I'm only dreaming / Tell me he's just sleeping / And when morning comes / We'll both wake up to see the sun / And love that's enough to keep our friends alive". Hai perso qualcuno di caro? Questo album è per te.

Christopher Warman

VOTO

90

 

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