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AS I LAY DYING
Beneath The Encasing Of Ashes
metalcore
2001 - Pluto Records
(USA)
www.myspace.com/asilaydying

 

Eccolo qui il primo, dimenticato, full-length del combo californiano. Dimenticato perché antecedente la firma con la Metal Blade - la minuscola Pluto Records con tutta la buona volontà di cui probabilmente disponeva poco poteva contribuire alla diffusione della produzione artistica di un gruppo del calibro degli As I Lay Dying - ma anche perché qui in vero il sound è piuttosto differente: metalcore granitico prodotto ed eseguito ai massimi livelli, ma di swedish ci sono solo rade impronte. L'ho catalogato lo stesso come "melodic death" per tenerlo in linea con tutto il resto della discografia, ma è bene chiarire che "Beneath The Encasing Of Ashes" è per lo più un disco metalcore: immediatamente ci accorgiamo di questa standardizzazione e cura di riproporre tutti i segni caratteristici del genere nell'opener e title track Beneath the encasing of ashes, le cui affondate di pedale sono spaccaossa, seguita in scia dalla simile Torn within. Cambia invece tutto con Forced to die: il mood si fa esaltato-oscuro, ogni nota sprizza dolore e rabbia, una chitarra all'interno di uno stacco swedish intesse una pregiata armonia, la tensione emozionale è estrema.

All'interno della solita ritmica violenta e scandita si insinua un'armonia in A breath in the eyes of eternity che sviscera anche un growl gutturale. Furibondo è l'attacco di Blood turned to tears, mentre una testosteronica mitragliata di double bass segue a note di death melodico in The voices that betray me. Il climax inquieto e doloroso di When this world fades viene sancito oltre che dal lavoro chitarristico, accompagnato da un puntualissimo drumming, anche dalla presenza di una imprevista tastiera, che in Surrounded apparirà nientemeno sotto le spoglie di un synth filo-techno. Violenza marcia e cadenze eruttive per la distruttiva A long march, le quali con Refined by Your embrace sfoceranno a tratti nel death old-school. Torna lo swedish attraverso la tellurica The innocence spilled, la quale ha nel grembo e vanta un giro chitarristico dal pathos mozzafiato. Finale a sorpresa con Behind me lies another fallen soldier: intrecciati riffing di elettrica ed acustica e recitato sussurrato in un'ambientazione sonora carica di enfasi; la sfuriata poderosa che segue conserva una fascinosa melodia, gli ultimi secondi sono tanto lugubri da celare un ambient infernale.

Prevalentemente metalcore, ma anche swedish death e soluzioni disparate: il talento non si inventa dal nulla e non a caso gli As I Lay Dying dimostrarono di averne in corpose dosi fin da questo sì derivativo ed acerbo, ma anche intenso ed incandescente debut.

Vaake

VOTO

74

 

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