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Atto secondo della discografia dopo il debut "Beneath
The Encasing Of Ashes" del 2001, anno di fondazione della band californiana, è
l’album degli As I Lay Dying che sto recensendo, il primo per la potente Metal Blade.
Siamo, c'è da dire, sulla linea di confine per quanto riguarda il
genere qui: swedish death e metalcore si dividono il sound in pari misura. Look e grafica fanno propendere più nel classificare metalcore il disco in
questione, anche se pure da questa prospettiva i due elementi
pressoché si equivalgono. Può apparire pedanteria etichettatoria ma
si sa quanto
il metalcore pur apparentemente prossimo al metal gli sia invece per
certi più distante rispetto all'hardcore, stile col quale il metallo condivide la pesantezza
del suono ma non certo la complessità tecnica strumentale e compositiva.
Per questo motivo di recente è stata coniata la definizione
"swedecore", una linea di confine in cui i nostri si ritrovano
perfettamente.
Tutta la struttura delle dodici tracce di "Frail World Collapse"
alterna parti tipicamente swedish a parti
tipicamente metalcore; la produzione è perfetta ed entrambi gli
stili sono eseguiti senza macchia, ma è proprio il ripetuto avverbio
"tipicamente" il problema di questo disco. Tutto bene ma,
come al solito per lo swedish di questi tempi, niente di
particolarmente originale; si ascolta molto piacevolmente ma non
entusiasma; o almeno questo è l’effetto su chi da anni è
appassionato del genere. Gli aspetti più interessanti della track-list sono: la
presenza di clean vocals hardcore-oriented e curiose miscele di
swedish e metalcore di Forever; l’utilizzo del deep growl in Distance
is darkness (traccia di
puro metalcore in stile Zao); violenti riff e furioso blastbeats
finale in A thousand steps; le sperimentazioni vocali e l’atmosfera soft e solare
della decima Song 10 (si intitola proprio così!); stacchi puramente death nella conclusiva
Elegy che poi torna su
più consueti percorsi swedish. La best song mi è risultata essere la
sesta Behind me lies another fallen soldier, atipica nel contesto per la presenza di estese armoniche
atmosfere su cui recita un clean vocal, alle quali succede un death
melodico, ma molto melodico, che riesce a tenere alto l’interesse e
le emozioni.
Apprezzabile album e buona band che tende però a disperdersi
nell’anonimato dell’iperaffollamento del genere: è fondamentale
salire di un gradino per riuscire a spiccare e rendersi più
visibili, e acché ciò avvenga gli As I Lay Dying ne hanno tutto
l'arsenale.
Vaake |