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AS I LAY DYING
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A Long March: The First Recordings
 
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An Ocean Between Us
 
AS I LAY DYING
The Powerless Rise
 
 

 

AS I LAY DYING
Frail Words Collapse
swedecore
2003 - Metal Blade Records
(USA)
www.myspace.com/asilaydying

 

Atto secondo della discografia dopo il debut "Beneath The Encasing Of Ashes" del 2001, anno di fondazione della band californiana, è l’album degli As I Lay Dying che sto recensendo, il primo per la potente Metal Blade. Siamo, c'è da dire, sulla linea di confine per quanto riguarda il genere qui: swedish death e metalcore si dividono il sound in pari misura. Look e grafica fanno propendere più nel classificare metalcore il disco in questione, anche se pure da questa prospettiva i due elementi pressoché si equivalgono. Può apparire pedanteria etichettatoria ma si sa quanto il metalcore pur apparentemente prossimo al metal gli sia invece per certi più distante rispetto all'hardcore, stile col quale il metallo condivide la pesantezza del suono ma non certo la complessità tecnica strumentale e compositiva. Per questo motivo di recente è stata coniata la definizione "swedecore", una linea di confine in cui i nostri si ritrovano perfettamente.

Tutta la struttura delle dodici tracce di "Frail World Collapse" alterna parti tipicamente swedish a parti tipicamente metalcore; la produzione è perfetta  ed entrambi gli stili sono eseguiti senza macchia, ma è proprio il ripetuto avverbio "tipicamente" il problema di questo disco. Tutto bene ma, come al solito per lo swedish di questi tempi, niente di particolarmente originale; si ascolta molto piacevolmente ma non entusiasma; o almeno questo è l’effetto su chi da anni è appassionato del genere. Gli aspetti più interessanti della track-list sono: la presenza di clean vocals hardcore-oriented e curiose miscele di swedish e metalcore di Forever; l’utilizzo del deep growl in Distance is darkness (traccia di puro metalcore in stile Zao); violenti riff e furioso blastbeats finale in A thousand steps; le sperimentazioni vocali e l’atmosfera soft e solare della decima Song 10 (si intitola proprio così!); stacchi puramente death nella conclusiva Elegy che poi torna su più consueti percorsi swedish. La best song mi è risultata essere la sesta Behind me lies another fallen soldier, atipica nel contesto per la presenza di estese armoniche atmosfere su cui recita un clean vocal, alle quali succede un death melodico, ma molto melodico, che riesce a tenere alto l’interesse e le emozioni.

Apprezzabile album e buona band che tende però a disperdersi nell’anonimato dell’iperaffollamento del genere: è fondamentale salire di un gradino per riuscire a spiccare e rendersi più visibili, e acché ciò avvenga gli As I Lay Dying ne hanno tutto l'arsenale.

Vaake

VOTO

78

 

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