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AS I LAY DYING
Shadows Are Security
swedecore
2005 - Metal Blade Records
(USA)
www.myspace.com/asilaydying

 

Archiviate due release maggiormente metalcore-oriented i ragazzi americani decidono di percorrere vie più metalliche, e così album decisamente "true metal" risulta "Shadows Are Security". Il nuovo stile degli As I Lay Dying è swedish death - o meglio, swedecore, considerato che l'influenza core rimane palpabile - in stile In Flames, genere abusato in questi tempi, ma tuttavia la band non annacqua nel banale riuscendo ad innalzarsi al di sopra della media per pulizia di esecuzione e straordinaria potenza ritmica. Anche la produzione è perfetta ma questo è scontato per chi vuole avere anche una sola possibilità di emergere in tale affollato mercato; l’artwork invece non è eccessivamente accattivante(eufemismo), ma il contenuto in questo caso travalica di molto la veste grafica (diventa un problema piuttosto imbarazzante quando accade il contrario).

Che qui si suona swedish lo si dichiara immediatamente dalla prima traccia, Meaning in tragedy, in cui le melodie chitarristiche sono alquanto catchy. Confined ha un inizio marziale, possente e metalcore per poi tornare su lande sonore swedish col growl di Tim Lambesis ma anche con inserti di bei clean vocals, molto in stile hardcore. Losing sight è robusta e veloce mentre la successiva The darkest nights è più tesa alla melodia con i soliti clean. Ritmiche furibonde e vere e proprie detonazioni, rallentamenti tecnici ed il primo assolo dell’album sono Empty hearts. Bella traccia è la sesta Reflection, in cui troviamo gradevoli melodie ritmiche e squassanti boati di riff e dei drums di Jordan Mancino, presenti anche in Through struggle e Control is dead. La traccia più diversa ed interessante mi è risultata essere Repeating yesterday il cui esordio è affidato ad atmosfere e sperimentazioni vocali: il death che subentra è malinconico e dopo una fase metalcore è proprio l'atmosfera tastieristica a concludere. Death melodico aggressivo, swedish più classico e melodico, diversi cambi di tempi ed un buon assolo sono The truth of my perception ed in parte Morning waits. Chiude l'album Illusions, sperimentale nei primi cento secondi per darsi, in modo un po' inatteso, al death più amelodico dell'album, intervallato dalle invece consuete bordate.

Dicevamo della produzione e dell'esecuzione eccellenti ma anche del fatto che il genere abbia già detto tutto: nonostante questo però "Shadows Are Security" è un Cd che non risulta affatto anonimo e che nonostante non inventi certo alcunché di nuovo mai inclina alla noia del già sentito, e questo è un grosso punto a suo favore. Anche se ascoltate swedish dai tempi degli At The Gates date una possibilità a questo disco, la sua pura potenza difficilmente potrà non colpirvi e la sua compattezza non spingervi a riascoltarlo di nuovo e di nuovo ancora.

Vaake

VOTO

83

 

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