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Archiviate due
release maggiormente metalcore-oriented i ragazzi americani decidono di percorrere vie più metalliche,
e così album decisamente "true metal" risulta "Shadows Are
Security". Il nuovo stile
degli As I Lay Dying è swedish death - o meglio, swedecore,
considerato che l'influenza core rimane palpabile - in stile In Flames,
genere abusato in questi tempi, ma tuttavia la band non annacqua nel
banale riuscendo ad innalzarsi al di sopra della media per pulizia di
esecuzione e straordinaria potenza ritmica. Anche la produzione è
perfetta ma questo è scontato per chi vuole avere anche una sola
possibilità di emergere in tale affollato mercato; l’artwork
invece non è
eccessivamente accattivante(eufemismo), ma il contenuto in questo caso
travalica di molto la veste grafica (diventa un problema piuttosto
imbarazzante quando accade il contrario).
Che qui si
suona swedish lo si dichiara immediatamente dalla
prima traccia, Meaning in tragedy, in cui le melodie chitarristiche sono alquanto
catchy. Confined ha un inizio marziale, possente e metalcore per
poi tornare su lande sonore swedish col growl di Tim Lambesis ma anche con inserti di bei clean
vocals, molto in stile hardcore. Losing sight è
robusta e veloce mentre
la successiva The darkest nights è più
tesa alla melodia con i soliti clean. Ritmiche
furibonde e vere e proprie detonazioni, rallentamenti
tecnici ed il primo assolo dell’album sono Empty
hearts. Bella traccia è
la sesta Reflection,
in cui troviamo gradevoli melodie ritmiche e squassanti boati di
riff e dei drums di Jordan Mancino,
presenti anche in Through struggle
e Control is dead.
La traccia più diversa ed interessante mi è risultata essere
Repeating yesterday
il cui esordio è affidato ad atmosfere e sperimentazioni vocali: il death
che subentra è malinconico e dopo una fase metalcore è proprio
l'atmosfera tastieristica a concludere. Death melodico aggressivo,
swedish più classico e melodico, diversi cambi di tempi ed un buon
assolo sono The truth of my perception
ed in parte Morning waits.
Chiude l'album Illusions,
sperimentale nei primi cento secondi per darsi, in modo un po' inatteso, al death più amelodico dell'album, intervallato dalle invece consuete
bordate.
Dicevamo della produzione e dell'esecuzione eccellenti ma anche del
fatto che il genere abbia già detto tutto: nonostante
questo però
"Shadows
Are Security" è un Cd che non risulta affatto anonimo e che
nonostante non inventi certo alcunché di nuovo mai inclina alla noia del
già sentito, e questo è un grosso punto a suo favore. Anche se ascoltate swedish dai tempi degli At The
Gates date una possibilità a questo disco, la sua pura potenza
difficilmente potrà non colpirvi e la sua compattezza non spingervi
a riascoltarlo di nuovo e di nuovo ancora.
Vaake
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