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ASHEN MORTALITY
Sleepless Remorse
 
 

 

ASHEN MORTALITY
Your Caress
doom
1998 - Forsaken Records
(Inghilterra)
www.blackplanet0.freeserve.co.uk/ashen

 

Gli Ashen Mortality sono una band inglese ora scioltasi, autrice di due buoni album studio di cui questo "Your Caress" è il secondo ed ultimo. Doom non asfissiante né funereo ma lo stesso spesso irruento e death-oriented, cantato tanto in clean quanto in growl, reso variegato da diversi innesti folk: è questo lo stile musicale del quartetto capitanato alla voce ed alla lead guitar da Ian Arkley, ex membro dei Seventh Angel ma anche dei Paramaecium (due storiche white band), al momento dedito al progetto My Silent Wake. Lyrics decisamente più poetico-romantiche che fideistiche (The sweetest love from you offered / Forced to run so cold where once true love flowed / Regretful tears of sorrow now / Flow freely down and fall to the ground. I cannot bear to see your tears / The harm I have done for all of these years / With sadness now we lay to rest / These old broken bonds of once perfect love) la cui cristianità comunque, ad una lettura più interpretativa, emerge evidente.

Si distende per soli 37 minuti "Your Caress", il cui esordio è affidato alla song del testo sopracitato, la breve Broken bonds, segnata subito da delicati riff acustici per poi tendere di netto ad un folk sound cantato dalla female vocal dell'anche tastierista Melanie Bolton secondo linee espressive marcatamente celtiche. Con l'arrivo della title-track Your caress irrompe la strumentazione elettrica ed il doom generato è cupo ma non opprimente, tra l'altro infarcito di sonorità mediorientaleggianti. Riffing esplosivi ed anche violenti, momenti rilassati ed ascensioni di pathos con assolo nel finale in questi 7 minuti e mezzo, cantati sia in clean che in growl, quest'ultimo buono ma poco profondo. Ricca di suggestioni ed emozionalmente coinvolgente è In empty eyes, composta di un tessuto ritmico piuttosto elaborato, ma soprattutto contenente una indovinatissima linea melodica di grande appeal decadente, espressa a livello canoro in clean sia maschile che femminile. Si giunge così alla lunga (ben oltre i 10 minuti) My reflection che si presenta con suadenti onirici effetti di synth e cantato femminile: il doom che di lì a poco subentrerà è rilassato e nostalgico, ma successivamente evolverà grave ed appesantito dal growl. Quest'alternanza, con il ripetersi delle armonie iniziali e con spiragli di sound epico e tecnico, segnerà la song, la quale terminerà sublimando passione. Soffusa e sognante, sentenziosa e violenta, epicheggiante e strutturata: From this cage contiene i break più death dell'album ma anche i sentimenti più rassegnati. Our Eden è un lunghissimo riff acustico di mero folk, con ancora la voce di Malanie adagiata su melodie celtiche, che si arricchirà dell'entrata in scena di basso e sei corde elettrica. Final track è Through the vale, in cui si impone immediatamente un doom epico con growl e clean, ma anche tecnico e con alcune partiture ritmiche quasi death, il tutto chiuso da un riffing acustico.

Altro buonissimo album dopo "Sleepless Romorse" per gli Ashen Mortality, ma quando pareva fossero maturi i tempi per il discone ecco che la band si sciolse; fortunatamente il talento di mister Arkley non è andato disperso, ora il nostro si prodiga, arrivando fino a deliziarci, nel nuovo progetto My Silent Wake appena uscita col debut "Shadow Of Sorrow".

Vaake

VOTO

82

 

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