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Gli Ashen Mortality sono una band inglese
ora scioltasi, autrice di due buoni album studio di cui
questo "Your Caress" è il secondo ed ultimo. Doom non asfissiante
né funereo ma lo stesso spesso irruento e death-oriented, cantato tanto
in clean quanto in growl, reso variegato da diversi innesti folk: è questo lo stile
musicale del quartetto capitanato alla voce ed alla lead guitar da Ian
Arkley, ex membro dei Seventh Angel ma anche dei Paramaecium
(due storiche white band), al momento dedito al progetto My Silent Wake. Lyrics decisamente
più poetico-romantiche che fideistiche (The sweetest love from you
offered / Forced to run so cold where once true love flowed / Regretful
tears of sorrow now / Flow freely down and fall to the ground. I cannot
bear to see your tears / The harm I have done for all of these years /
With sadness now we lay to rest / These old broken bonds of once perfect
love) la cui cristianità comunque, ad una lettura più interpretativa, emerge
evidente.
Si distende per soli 37 minuti "Your Caress",
il cui esordio è affidato alla song del testo sopracitato, la breve
Broken bonds, segnata subito da delicati riff acustici per poi
tendere di netto ad un folk sound cantato dalla female vocal dell'anche
tastierista Melanie Bolton secondo linee espressive marcatamente
celtiche. Con l'arrivo della title-track Your caress
irrompe la strumentazione elettrica ed il doom generato è cupo ma non opprimente,
tra l'altro infarcito di sonorità mediorientaleggianti. Riffing
esplosivi ed anche violenti, momenti rilassati ed ascensioni di pathos
con assolo nel finale in questi 7 minuti e mezzo, cantati sia in clean che
in growl, quest'ultimo buono ma poco profondo. Ricca di suggestioni ed emozionalmente
coinvolgente è In empty eyes, composta di un tessuto ritmico piuttosto
elaborato, ma soprattutto contenente una indovinatissima linea melodica
di grande appeal decadente, espressa a livello canoro in clean sia maschile che femminile.
Si giunge così alla lunga (ben oltre i 10 minuti) My
reflection che si presenta con suadenti onirici effetti di synth
e cantato femminile: il doom che di lì a poco subentrerà è rilassato e
nostalgico, ma successivamente evolverà grave ed appesantito dal growl.
Quest'alternanza, con il ripetersi delle armonie iniziali e con spiragli
di sound epico e tecnico, segnerà la song, la quale terminerà sublimando
passione. Soffusa e sognante, sentenziosa e violenta, epicheggiante e
strutturata: From this cage contiene i break più death
dell'album ma anche i sentimenti più rassegnati. Our Eden
è un lunghissimo riff acustico di mero folk, con ancora la voce di
Malanie adagiata su melodie celtiche, che si arricchirà dell'entrata in
scena di basso e sei corde elettrica. Final track è Through the
vale, in cui si impone immediatamente un doom epico con growl e
clean, ma anche tecnico e con alcune partiture ritmiche quasi death, il
tutto chiuso da un riffing acustico.
Altro buonissimo album dopo "Sleepless Romorse"
per gli Ashen
Mortality, ma quando pareva
fossero maturi i tempi per il discone ecco che la band si sciolse;
fortunatamente il talento di mister Arkley non è andato disperso, ora il
nostro si prodiga, arrivando fino a deliziarci, nel nuovo progetto My
Silent Wake appena uscita col debut "Shadow Of Sorrow".
Vaake
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