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Quando una voce contiene in sé la capacità di farci
trascendere dal mondo reale, qualsiasi sia il fiume di note lungo le
quali fluttua dolcemente o corre senza sosta, non si tratta semplicemente
di capacità espressiva, o di dote naturale, ma di vera e propria arte
nella sua più pura forma. Arte creata sotto forma di una delle più belle
voci che abbia mai sentito. Un registro baritonale usato esattamente come si
dovrebbe, senza salire o scendere troppo di note, ma rimanendo in quella
centralità che conferisce a tale voce tutte le sfumature necessarie e
perfettamente sufficienti nella creazione di qualcosa di completo, senza
esagerazioni di sorta, che svilirebbero la vera espressività.
Ovviamente non è da tutti creare tali effetti sonori, oltre
alla natura direi perfetta della voce occorre grande sensibilità
artistica e oserei dire equilibrio emotivo dell’esecuzione per non
strafare, soprattutto in questo genere musicale dove spesso nei brani
sono diffusi a profusione sospiri quasi di auto-compatimento, così cari
ad alcuni tra i più famosi cantanti della scena, o un falsetto cosi
sfruttato da conferire un’aurea femminea anche al timbro di voce più
virile; ma per nostra fortuna c’è ancora chi può, ed Ashton Nyte è tra
questi. Passando ad analizzare gli altri elementi dell’album direi
che non sono altrettanto eccelsi di quello canoro. Trattasi di un
dark-pop dalla buona produzione e abbondanza di synth. Fondamentale
l’eredità di band come Depeche Mode e affini.
Complessivamente il songwriting è discreto ma non
originalissimo, raggiungendo picchi di dolce e suadente emotività in
splendide ballate come Distance, Real e
Fading, che presentano
elementi più cantautoriali, soprattutto nell’utilizzo della
strumentazione. Alcuni brani risultano un po’ troppo costruiti in maniera
sistematica, e le tonalità un po’ troppo ariose in confronto al mood di
sottofondo, ma l’album rimane comunque un buon prodotto. Che altro dire? Ad un personaggio con una voce del genere si
perdonano volentieri le defaillance compositive presenti in una
realizzazione che rimane comunque sempre onesta e di tutto rispetto nel
panorama dark.
Francesca Pezza
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