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Dopo due anni di pausa, gli August Burns Red,
quintetto di Lancaster, tornano sulla scena del metal cristiano, e lo
fanno davvero alla grande dato che già nella prima settimana
dall'uscita del nuovo disco "Messengers" sono state vendute oltre 9000
copie. Sebbene qualcuno potrebbe pensare che i nostri abbiano
abbandonato la loro potenza ritmica in favore di un prodotto
più orecchiabile e facilmente vendibile, in realtà non è affatto così, basta
ascoltare i primi secondi di The truth of a liar per
capire che da "Thrill Seeker" non è cambiato nulla: stessa grinta, stessa energia, stessa
violenza, stessa perfetta mescolanza tra metalcore, thrash e death
melodico.
Passando a Against the rope sentiamo
dei riff post-core con ottimi fill di batteria, con il vocalist che martella per tutta
la durata della traccia con un growl massiccio. Ottimi i riff del finale
accompagnati da un breve cantato in clean, davvero ben posizionato per
spezzare dal solito, anche se sempre ben fatto, growl. In "Messengers" gli
August Burns Red hanno dedicato una particolare attenzione ai riff, che
in ogni traccia sono davvero degli autentici capolavori di metalcore: in
pochi altri album della scena metal cristiana si è assistito a un
lavoro così ben fatto e potente come in questo disco. Non si può non
citare The blinding light, davvero impeccabile sotto ogni
punto di vista. Dopo una brevissima intro melodica possiamo ascoltare due ottimi
riff, fill velocissimi con colpi sui piatti e doppia
pedaliera, e una voce che passa dal growl cupissimo a uno scream roco e
grezzo, fino ad arrivare a urli in clean voice. Splendida anche Composure,
con note che si distaccano dallo stile di quelle della precedente e
vengono maggiormente armonizzate, secondo lo stile tipico del metalcore;
ottimi anche gli inserimenti di cori e di seconda voce, che lasciano al
pezzo la potenza che lo caratterizza. Vital signs mantiene lo stesso stile ritmico
delle precedenti, con l'innovazione dell'aggiunta di intermezzi melodici
che spezzano dagli arrangiamenti utilizzati finora. Passiamo a The balance, miscuglio di pesanti riff hardcore e fill molto vicini al
thrash. Per quanto riguarda i testi i nostri ci invitano a lasciar
stare gli ideali materialistici, per non essere
"manipolati" e per poter così avere la mente aperta. Chiude il
disco Redemption,
caratterizzata da tendenze più emocore, ma sempre ai soliti alti
livelli, con l'aggiunta di parti melodiche e lente davvero evocative.
Contribuiscono anche i testi, una richiesta a Dio di mostrare la verità,
di non essere abbandonati, di vedere la via giusta, una richiesta di
ricevere l'amore infinito che solo Dio può dare, una richiesta di
redenzione.
In sostanza gli August Burns Red hanno mantenuto i loro
lati positivi rivelatisi in "Thrill Seeker", ma non si sono fermati a
questo: hanno lavorato sodo per due anni, sono riusciti a non deludere
le aspettative di chi già li conosceva e hanno saputo suscitare
nuovo interesse. Hanno aggiunto alla bravura l'esperienza, insomma, sono arrivati al limite. Potremmo avere di fronte una delle
nuove pietre miliari per il metalcore cristiano, a dispetto della
giovane età dei membri. Ci si aspettavano grandi cose da loro. E così è
stato.
Francesco Pellegrino
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