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"Thrill Seeker" è il primo full-length del
quintetto di Lancaster, uscito nel 2005 dopo l'Ep "Looks Fragile
After All". A prima vista si potrebbe pensare che questi ragazzi
siano la classica band metalcore che cerca di mostrare grinta e
carattere ma che alla fine risulta ridicola. Basta un attimo per capire
che questa immagine per i nostri è totalmente sbagliata e che le
apparenze ingannano. Già nella prima traccia, Your little suburbia
is in ruins, si può percepire il potenziale ritmico degli
August Burns Red e la loro grinta, a partire dal vocalist con il suo
urlare senza mai riprendere fiato, passando per la doppia pedaliera
della batteria, ma senza escludere i potenti riff. Una caratteristica di
questo album è il continuo cambio di ritmo e di tempo, elemento che
emerge chiaro in Speech impediment fin dai primi secondi,
con due chitarre perfettamente armonizzate tra di loro. Splendidi gli
intermezzi più melodici e riflessivi, dove comunque il vocalist decide
di mantenere il suo solito growl al posto di un più classico clean.
Endorphins esordisce con potenti riff post-core e il continuo
urlare senza sosta; ottimo il sound in continua progressione, anche se
non è al livello della prima traccia. Too late for roses
rappresenta in maniera più completa le caratteristiche del sound degli
August Burns Red, con un inizio potente e travolgente, passando
attraverso cambi veloci con riff puliti e tecnici, fino ad arrivare,
senza creare distacco netto, a parti lente, più melodiche ed evocative,
per poi tornare a pestare.
Un'altra caratteristica dominante nell'album è la
quasi totale assenza di assoli, in quanto sono i riff a farla da
padroni. In Barbarian il ruolo da protagonista spetta
senza dubbio alla batteria, che in questa traccia dà il meglio di sé e
ci mostra tutta la sua bravura con veloci e perfetti fill, e grazie a un
uso magistrale della doppia pedaliera. In The reflective property
si cambia ancora una volta lo stile, in quanto sono presenti intermezzi
più lenti ma non melodici, che si avvicinano ai ritmi rock, soprattutto
sul finale. A wish full of dream è ottima per quanto
riguarda i riff, ma perde qualche punto sul growl, che non è ai livelli
delle precedenti, ma d'altronde è solo il loro primo lavoro, quindi si
può anche accettare qualche piccolo errore. Consumer è irruenta ed
espressiva, anche nei cambi di stile, con ottimi colpi di basso in
accompagnamento alla seconda chitarra. Questa è l'unica traccia in cui,
anche se per pochi secondi, viene utilizzato il clean. A shot
below the belt è un gran lavoro: la chitarra principale suona un
accordo lento e melodico, mentre in accompagnamento l'altra chitarra e
il basso producono riff potenti e duri. Durante gli intermezzi viene
utilizzata anche un'acustica per rendere l'atmosfera ancora più
evocativa.
Eve of the end è una track
strumentale che si distacca dallo stile delle precedenti, utilizzando un
suono più pacato e rockeggiante. Chiude The seventh trumpet,
buona traccia anche se non al livello delle altre dal punto di vista
della tecnica. In conclusione, gli August Burns Red con questo
disco hanno fatto davvero un bel lavoro, a dispetto del fatto che si
tratta solo del loro primo album. Possiamo dunque aspettarci grandi cose
in futuro da questi ragazzi.
Francesco Pellegrino
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