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Puntualissimo come un ciclo naturale, ritroviamo
Sidney Allen Johnson ed il suo alter ego artistico Babylon Mystery
Orchestra, qui alla quarta fioritura. "Axis Of Evil" è il
nuovo "politically incorrect" (come da sua definizione) concept album,
trattante stavolta tematiche (meta)politiche quali il terrorismo
islamico, il socialismo e le società segrete di stampo massonico, il
tutto intrecciato e visto da una prospettiva di teologia escatologica.
Progetto musicale nato per dare messaggi forti, il fatto di parlare - in
modo forse logorroico ma con cognizione di causa - di questioni
"scomode" anche per una christian band, e senza essere coperto dall'ala
protettrice di chissà quale potente label, rende a Sidney senz'altro
merito, quantomeno quello del coraggio.
Doom stoner su un substrato heavy cadenzato e
qualche tocco di gothic, rispetto al predecessore "The Great Apostasy"
la nuova fatica del polistrumentista statunitense abbandona la
componente sinfonica implementando il livello arrangiamentale, sempre
fortemente intriso di tastiere, rendendo inoltre più complesso il lavoro
chitarristico solistico, che si erge un po' a primadonna all'interno
dello sviluppo di queste 13 tracce. Il filtrato vocale, nuovamente
utilizzato dal Nostro, attenua la grande falla degli inizi dei
Babylon Mystery Orchestra, ovvero un cantato ampiamente sotto il
par, che ora però si stabilizza sull'accettabile, e anzi quasi solletica
il senso del "curioso". Scorrendo la - prolissa - tracklist non emerge
nulla ad ergersi visibilmente al di sopra del resto, ma ovviamente
qualche apice c'è. Islam ad esempio apre epicheggiante per
evolvere tra imprevisti fill di spessore con una chitarra dalle sonorità
country a sfumare. La successiva God given right attacca
pomposa per poi terminare esplosiva. Lunga minimalità centrale in
Crusader, così come nella nona Novus ordo seclorum;
rintocchi di campane e sacralità invece per Diabolus apocalypse.
Notevole quanto inconsueta la strumentalità della decima
Xenophobia, addirittura doom-peso si presenta Come drink
the wrath, a mandare i titoli di coda è la calda e intensa,
narrativa, God damn the children of the Beast. L'episodio
più riuscito di "Axis Of Evil" tuttavia l'ho tenuto come "dulcis
in fundo", ovvero l'undicesima Martyr (The patience of the saint),
un avvolgente e poetico recitato semicantato dal testo che è un
panegirico della pazienza cristiana: "If
a man sacrifice, and loves not his own life
/ With faith he gains
everything /
If a man kills, he dies by his own hand
/ Anything he gains, he gains
in vain /
This is the patience
/ This is the faith
/ This is the way".
Finora i dischi dei Babylon Mystery Orchestra
sono stati un miglioramento continuo. Qui rispetto a "The Great
Apostasy" ci si affina nella scrittura e nell'esecuzione, ma non nel
mood complessivo ed emozionale, anzi. Quindi direi non un passo in
avanti complessivo stavolta, quanto invece una gradita conferma.
Vaake
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