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BABYLON MYSTERY ORCHESTRA
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Axis Of Evil
 
BABYLON MYSTERY ORCHESTRA
The Godless The Godforsaken And The God Damned
 
 

 

BABYLON MYSTERY ORCHESTRA
On Earth As It Is In Heaven
stoner
2004 - Self
(USA)
www.myspace.com/babylonmysteryorchestra

 

"On Earth As It Is In Heaven" è la seconda fatica di Allen Sidney Johnson, pluristrumentista della one-man-band Babylon Mystery Orchestra. Il sound dell’album è l’ormai consolidato doom (in stile Black Sabbath) con influenze goth. Il full-length in questione si basa sul concept della musica, più in particolare sull’origine della musica stessa, ed inizia con Descension, introduzione strumentale, a tratti epica, in cui domina una chitarra acustica suonata egregiamente. Semiaza’s song è la traccia subito successiva e fin dalle prime battute si viene in contatto con il classico sound doom dal ritmo cadenzato che Johnson utilizzerà per il resto del Cd. La voce è ancora il punto debole dei Babylon Mystery Orchestra: poca estensione vocale, e questa è una grave lacuna per un cantante metal melodico.

La terza traccia, Violation, è il classico brano doom con alcuni stacchi heavy, che però non entusiasma più di tanto, a differenza della successiva A celestial kiss, una ballad caratterizzata da ottimi riff di chitarra acustica e da un cantato tutto sommato accettabile, sicuramente migliore di quello delle precedenti song. Lo stesso vale anche per l’epica Receive, trust and believe, ottimo il refrain e le parti di chitarra acustica. Sembra che Sidney Allen Johnson dia il meglio di sé quando suona l’acustica, e questo lo testimonia anche la track 9, One man, canzone lenta con trascendenti e sognanti arpeggi sempre in acustico. Le canzoni in cui si percepisce di più l’influenza goth, grazie alle strumentazioni tastieristiche, sono Ravishing music, Waranthem, And the waters prevailed, ma soprattutto la lentissima e malinconica Rainbow’s end, uno dei migliori pezzi di "On Earth As It Is In Heaven", che in alcuni frangenti ricorda lo stile dei Virgin Black, senza però emettere e far percepire quelle emozioni fortissime che solo loro sono in grado di trasmettere.

Un altro elemento da evidenziare è l’ottima produzione (sicuramente Sidney Allen Johnson è uno che non bada a spese) che porta alla sufficienza il giudizio relativo a questo full-length. Ci sono ancora molte cose da migliorare, prima fra tutte la voce, ma rispetto al precedente "Divine Right Of Kings" alcuni passi in avanti sono stati fatti.

Daniele Fuligno

VOTO

63

 

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