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Continua
la battaglia portata avanti da Sindey Allen Johnson, ovvero quella di
trattare nei Cd della sua Babylon Mystery Orchestra temi da lui
definiti politicamente scorretti ("politically incorrect"), quali
l'aborto, l'ufologia, il terrorismo islamico, la criminalità e la
politica del presidente Barack Obama, tanto per citarne qualcuno. Tutti
i temi vengono affrontati all'interno di un booklet di una trentina di
pagine (ormai lo sappiamo che il signor Johnson non bada a spese) e
spesso affiancati da citazioni bibliche, come per dare una risposta
teologica a tutti questi problemi che secondo lui stanno infestando il
suo Paese.
Quinta
fatica, "The Godless The Godforsaken And The God Damned" è ancora
stoner/heavy, con a tratti qualche tocco gothic. Si parte con
Catspaw, heavy metal ora catchy e ora oscuro, ma che mette in
mostra i miglioramenti del nostro polistrumentista sulla chitarra
elettrica. Un rallentamento deciso di ritmo nella successiva
Apollo, davvero oscura anche grazie al cantato, una volta punto
debole nelle prime releases, e ora caratteristica piacevole grazie ai
miglioramenti raggiunti nel corso degli anni. Compaiono sonorità gothic
in Viva Cristo rey! come in Benai Elohim (Semjaza's
return), le quali permangono ancora in A constitutional
right? (I, Lucifer pt. V), intro parlato di Jesus save...(I,
Lucifer pt.
VI)
che insieme formano la suite anti-aborto. Ovviamente forti le lyrics:
"Saline injection / And life burns in a womb of acid / Unborn hands
feverishly claw for escape / Their tiny fingers reach to heaven / As
silent lips cry for mercy".
Molto
particolari gli inserimenti di chitarra acustica in Hate crime,
che rispetto alla chitarra elettrica non ha mai deluso, anche nei lavori
precedenti...dovrebbe usarla più spesso! Si prosegue con Ruin,
hard rock ben cadenzato, ma forse impostato su ritmi troppo lenti per
divenire a tutti gli effetti coinvolgente. Ritornano riff catchy con
"We" is killin "Me", ma anche questa fa poco presa
sull'ascoltatore. Di segno opposto, troviamo Godless, un
buon arrangiamento stoner, soprattutto quando subentrano le tastiere. A
conferma di quello che scritto qualche riga sopra, quando Sidney
imbraccia la chitarra acustica i suoi brani assumono un altro spessore.
E' il caso di You're on your own...this time, pezzo forte
di questo full-length, una ballad pomposa e al tempo stesso delicata. Ed
è proprio il contrasto tra acustico e distorsione che la rende così
particolare. Il tema della ballad è una forte critica alla politica di
Barack Obama, dove l'artista non esita a definirlo un folle. La
conclusione dell'album è affidata a The twelfth imam,
un'altra valida composizione stoner.
Passo
dopo passo Sidney Allen Johnson sta affinando le sue capacità
compositive ed esecutive, basta ascoltare i vecchi dischi per rendersene
conto. Certo, non sono dei capolavori, ma apprezziamo questa continua
progressione e non ci resta che aspettarci sempre di meglio in futuro.
Fantastica come sempre la passione che ci mette nel produrre i suoi Cd,
ogni volte sempre più professionali.
Daniele Fuligno |