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BABYLON MYSTERY ORCHESTRA
The Godless The Godforsaken And The God Damned
stoner
2010 - Self
(USA)
www.myspace.com/babylonmysteryorchestra

 

Continua la battaglia portata avanti da Sindey Allen Johnson, ovvero quella di trattare nei Cd della sua Babylon Mystery Orchestra temi da lui definiti politicamente scorretti ("politically incorrect"), quali l'aborto, l'ufologia, il terrorismo islamico, la criminalità e la politica del presidente Barack Obama, tanto per citarne qualcuno. Tutti i temi vengono affrontati all'interno di un booklet di una trentina di pagine (ormai lo sappiamo che il signor Johnson non bada a spese) e spesso affiancati da citazioni bibliche, come per dare una risposta teologica a tutti questi problemi che secondo lui stanno infestando il suo Paese.

Quinta fatica, "The Godless The Godforsaken And The God Damned" è ancora stoner/heavy, con a tratti qualche tocco gothic. Si parte con Catspaw, heavy metal ora catchy e ora oscuro, ma che mette in mostra i miglioramenti del nostro polistrumentista sulla chitarra elettrica. Un rallentamento deciso di ritmo nella successiva Apollo, davvero oscura anche grazie al cantato, una volta punto debole nelle prime releases, e ora caratteristica piacevole grazie ai miglioramenti raggiunti nel corso degli anni. Compaiono sonorità gothic in Viva Cristo rey! come in Benai Elohim (Semjaza's return), le quali permangono ancora in A constitutional right? (I, Lucifer pt. V), intro parlato di Jesus save...(I, Lucifer pt. VI) che insieme formano la suite anti-aborto. Ovviamente forti le lyrics: "Saline injection / And life burns in a womb of acid / Unborn hands feverishly claw for escape / Their tiny fingers reach to heaven / As silent lips cry for mercy". Molto particolari gli inserimenti di chitarra acustica in Hate crime, che rispetto alla chitarra elettrica non ha mai deluso, anche nei lavori precedenti...dovrebbe usarla più spesso! Si prosegue con Ruin, hard rock ben cadenzato, ma forse impostato su ritmi troppo lenti per divenire a tutti gli effetti coinvolgente. Ritornano riff catchy con "We" is killin "Me", ma anche questa fa poco presa sull'ascoltatore. Di segno opposto, troviamo Godless, un buon arrangiamento stoner, soprattutto quando subentrano le tastiere. A conferma di quello che scritto qualche riga sopra, quando Sidney imbraccia la chitarra acustica i suoi brani assumono un altro spessore. E' il caso di You're on your own...this time, pezzo forte di questo full-length, una ballad pomposa e al tempo stesso delicata. Ed è proprio il contrasto tra acustico e distorsione che la rende così particolare. Il tema della ballad è una forte critica alla politica di Barack Obama, dove l'artista non esita a definirlo un folle. La conclusione dell'album è affidata a The twelfth imam, un'altra valida composizione stoner.

Passo dopo passo Sidney Allen Johnson sta affinando le sue capacità compositive ed esecutive, basta ascoltare i vecchi dischi per rendersene conto. Certo, non sono dei capolavori, ma apprezziamo questa continua progressione e non ci resta che aspettarci sempre di meglio in futuro. Fantastica come sempre la passione che ci mette nel produrre i suoi Cd, ogni volte sempre più professionali.

Daniele Fuligno

VOTO

74

 

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