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BALANCE OF POWER
Book Of Secrets
prog
1998 - Point Music Distribution
(Inghilterra)
www.balance-of-power.com

 

Secondo album dopo il loro debut "When The Worl Falls Down" per i britannici Balance Of Power che offrono attraverso un heavy/prog molto vario nel songwriting, una buona collezione di canzoni condotte da una grande passione. Il suono è alle volte drammatico altre aggressivo, ma dalle melodie veramente catchy che non potranno non prendervi. Questo lavoro vede l’arrivo del nuovo vocalist Lance King nelle fila della band e la prova è senz’altro superata: la sua voce sia nei toni più alti che nelle parti quasi sussurrate risulta più che mai adatta per l’emozione che riesce a trasmettere. L’album è interessante anche dal punto di vista compositivo: i ragazzi hanno infatti cercato di realizzare un concept in cui le canzoni potessero però funzionare anche prese singolarmente. Le lyrics sono composte da Tony Ritchie, presente nei backing vocals, che si è basato sui racconti incentrati sulla Bibbia pensati dagli altri membri del gruppo.

Un intro recitato da Rob Brown con in sottofondo dei sinistri tuoni preannuncia, in un mondo in cui non si temono conseguenze per le proprie azioni, né tantomeno vi è alcun rispetto per la vita o per Dio, un affollato deserto di anime perdute; grazie alla sua atmosfera rappresenta l’ideale introduzione per la scoppiettante Walkin on top of the world, traccia dalla tipica fattura prog, in cui i Balance Of Power mostrano tutta la loro tecnica. Che non è indifferente. Qui compare di nuovo la voce narrante che, riapparendo anche successivamente nel disco, riesce a dare all’intero lavoro un tocco di epicità. Tocca poi alla title-track, Book of secrets aperta da un bel giro di tastiere e da un incredibile acuto di Lance, seguiti da un riff heavy accompagnato da un potente rullo di batteria: poi di nuovo tocca alla voce narrante che funge da apripista perfetta ad un bell’assolo. Tutto è davvero di grande impatto. D'altronde come When heaven calls your name costruita all’inizio dal binomio tastiera-voce narrante in cui i vocals del singer riescono a trasmettere delle profonde e malinconiche emozioni; un assolo finale è la ciliegina sulla torta. Le parole poi basterebbero anche da sole a farvi venire la pelle d’oca e farvi volare su queste note (Suddenly it’s colder, suddenly the sun has gone / but if the real world’s over then your life has just begun).

Segue It’s not over, traccia in cui sono evidenti le sonorità anni ’80, molto simile allo stile degli Stryper: nonostante l’apprezzabile lavoro alle tastiere e le parti corali, non riesce però ad essere sullo stesso piano delle altre. Non poteva mancare la classica ballad, ed eccoci accontentati da Do you dream of angels che dopo un attacco strumentale di tastiera, chitarra, batteria rallenta i propri tempi con la voce di Lance accompagnata solo da alcuni accordi di chitarra, per poi esplodere in tutta la sua dolcezza (Do you dream of angels / Well I do when I’m dreaming of you) portando all’unisono tutti gli strumenti intervallati da un altro incredibile assolo. Nella traccia successiva Seven days into nevermore il suono è decisamente più heavy caratterizzato da potenti riff, in sintonia con il tema trattato (We don’t know with what weapons wolrd war three will be fought / But world war four will be fought with stiks and stones / This is not the end of predicted danger). Con Miracles and dreams e Stranger days (to come) si torna ad un suono tipicamente prog. E la carica così come la forza emotiva che riescono a trasmettere è assicurata.

Senza gridare al capolavoro "Book Of Secrets" rappresenta un’opera di notevole livello, imperniata da grandi tecnicismi, trascinanti refrain e da belle e composite linee melodiche. Non un masterpiece quindi ma un disco lo stesso impedibile che non può mancare nella vostra collezione.

Ilaria Ricci

VOTO

85

 

 

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