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BALANCE OF POWER
Perfect Balance
prog
2001 - Massacre Records
(Inghilterra)
www.balance-of-power.com

 

Il quarto album degli inglesi Balance Of Power è questo "Perfect Balance", suonato dalla line up King (voce), Southern e Yates (chitarre), Ritchie (basso) e Hicks (Batteria) per la Massacre Records. Il disco è un esponente di un buon metal melodico con canoni power e prog che ha una buona base di ascolto e una sterminata pletora di gruppi i quali, tra alti e bassi, si destreggiano nel genere. I Balance Of Power si muovono con un certo stile all’interno di questa corrente, inserendo molteplici spunti, che vanno dal barocco al thrash, passando per orchestrazioni e arrangiamenti maestosi e d’atmosfera.

Gran parte del messaggio stilistico dell’album è affidato alla opener Higher than the sun, che evidenzia molto bene il modo di comporre del monicker inglese: buon riffing dal suono concreto e pesante, refrain molto "catchy" e corali, e una relativa debolezza compositiva nella parte solistica. Chitarre e tastiere cercano sempre di intrecciarsi nel puro stile Symphony X, ma spesso producono sterili esercizi di stile che non vanno oltre a veloci scale o arpeggi, e l’ascoltatore facilmente può accorgersi del fatto che, nonostante ogni canzone abbia una propria forte identità, gli assoli siano tutti abbastanza somiglianti l’uno con l’altro. Questo è un peccato, perché il materiale c’è tutto, il riffing è ottimo, c’è tanto groove con un basso che meriterebbe più attenzione dalla produzione non brillantissima, le tastiere riempiono bene e il cantato è a dir poco ottimo. Basta infatti ascoltare Fire dance per rendersi conto dell’ottima prestazione di King, che solca linee vocali a dir poco audaci conservando grande pathos e alternando forza e delicatezza a seconda della situazione. One voice è un altro esempio della duttilità vocale del frontman, che ben si adatta ai cori di questo pezzo ben sostenuto anche da tastiere e sezione ritmica. Altri momenti di grande musica si hanno inoltre in House of Cain e Hard life, ma nessuna canzone purtroppo mostra assoli originali e sopra le righe, mentre tutte si fanno apprezzare per l’ottima costruzione di riff e ritornelli.

Un buon lavoro a metà, anzi diciamo per tre quarti questo dei Balance Of Power, che forse dovrebbero osare più verso una maggiore personalità nell’interpretare il genere, lasciando perdere cliché sterili e ormai abusati tra le miriadi di gruppi prog-power di oggi e invece valorizzando l’ottimo King (che in Pleasure room mi ricorda addirittura Geoff Tate!!) e la freschezza del loro riffing.

Marco Gandini

VOTO

73

 

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