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BALANCE OF POWER
When The World Falls Down
prog
1997 - AOR Heaven / Point Music
(Inghilterra)
www.balance-of-power.com

 

Tutti i lavori dei Balance Of Power sono sempre stati caratterizzati da apprezzabilissimi tecnicismi e da una grande varietà di sound. Non è infatti correttissimo identificarli solo ed esclusivamente come progressive metal, viste le innumerevoli influenze heavy, hard rock, power e AOR. "When The World Falls Down" è il loro debutto, ancora privi di Lance King, il singer che ha portato in alto il nome di questa formidabile band. Nonostante tale assenza, il lavoro svolto ai microfoni da parte del primo cantante Tony Ritchie (che poi è diventato il bassista) è senza ombra di dubbio ottimo.

Il full-length, dopo un'introduzione tastieristica, inizia con Against the odds, un brano tendente al power dagli sprazzi catchy e infarcito da un bellissimo e lungo assolo. Subito dopo ascoltiamo Overnight sensation, pezzo AOR tipicamente anni ’80. Si parla invece di progressive rock con Can’t close the book e Balance of power, entrambe ricche di cambi di tempo e velocità ma anche di interessanti pezzi tastieristici. Un arpeggio di chitarra semi-acustica ci avvia a Hide your heart, che ricorda molto il sound dei Narnia per la presenza di un bell’assolo a tratti neoclassicheggiante e per l’ottima interpretazione vocale di Ritchie. Le lyrics dei Balance Of Power sono spesso poetiche e spaziano tra vari temi riguardanti la fede e la religione. La settima traccia Don’t wait until tomorrow è a mio avviso la migliore di tutto l’album per struttura compositiva, sound (che varia tra AOR, hard rock e heavy metal), esecuzione e lyrics, le quali invitano ad affidare la propria vita a Dio, senza aspettare un momento: "Now I'm lying here without You / I can't get You off my mind / Life without You is so empty / How could I be so unkind / Take my hand / Is it too late for sorry? / Why can't it be / Just You and me?".

Dopo l’aggressiva Something for your head arriviamo ad ascoltare anche un’evocativa e nostalgica ballad, dal titolo When love is on your side, in cui sono da evidenziare su tutto gli assoli e i melodiosi riff di chitarra. Ritornano infine i cambi di velocità e di tempo nella decima traccia The real thing (Carry on dreaming), bellissima canzone progressive metal con molti richiami musicali degli anni ’80. L’ultimo pezzo cantato è These are the days, puro melodic rock acustico, mentre a concludere l’album è il brano strumentale Summer’s over. Se amate particolarmente i virtuosismi strumentali, la velocità negli assoli di chitarra e il tipico sound del metal anni ’80, allora questo disco fa sicuramente per voi. Lo apprezzerete di sicuro.

Daniele Fuligno

VOTO

84

 

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