|
Se i Metallica si sono rovinati con l'uscita degli
album "Load" e "Reload" (si parla ovviamente dello stile proposto), analogamente i
Barren Cross hanno pubblicato come ultimo Cd della loro
discografia un lavoro decisamente
inferiore ai precedenti, chiudendo così una carriera storica e
decisamente prolifica per il white metal.
Con "Rattle Your Cage" i Barren Cross salutano la scena musicale in stile
pienamente hard rock, e a distanza di quattro anni dalla gloriosa esibizione
live,
registrata e chiamata "Hotter Than Hell", i nostri dimostrano di aver un po'
esaurito le energie, o per lo meno di voler sperimentare diverse idee
stilistiche: si ha qui infatti un hard rock molto più modernizzato, sia come
composizione ma soprattutto come sound e strumentazione; ciò
sicuramente
può dipendere dal fatto che nel 1994 il glam stava
passando di moda (ma diciamo pure che era già passato di moda), che i
riff e i tempi
che andavano negli anni '90 erano diversi, o, più semplicemente, che i nostri dopo
quattro anni di assenza avranno voluto cambiare le idee musicali, oppure
che la
produzione stessa abbia provato a rinnovare la band sul mercato cercando
di
vendere più possibile; sta di fatto che la differenza con i tre album
precedenti si sente.
Ciò che caratterizza questo disco sono i tempi decisamente lenti,
i riff
di
chitarra molto potenti sia come equalizzazione che come struttura, e la voce
sempre potente ma diretta verso improvvisazioni un po' blues, un po' hard
rock, a differenza della precedente tonalità molto più heavy; ciò che invece
non
delude di questo album è la presenza di una chitarra solista molto più
penetrante e tecnica, che il nostro Ray Parris ha saputo inserire con
successo.
Per il resto si tratta di riff pienamente hard rock anni '90, come
testimoniano pezzi quali la stessa Rattle your cage,
Time for love o Midnight son, contornati da
qualche ballad come Your will, che tra
arpeggi di chitarra acustica, tappeti di tastiere e assoli di chitarra
alla Slash dei Guns'n Roses, riempiono il Cd dandogli quel tocco di dinamismo
che
necessita per renderlo accettabile.
È un gran peccato che questa band dall'alto potenziale si sia fermata
così, avendo pubblicato solo cinque Cd (di cui un live) e finendo con il peggiore;
sta
di fatto che comunque hanno lasciato un'impronta indelebile nel
panorama
white metal, che è servita da supporto per moltissime band. Restano
quindi
ammirabili nel loro genere e nella loro presenza.
Francesco Romeggini
|