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BATZZ IN THE BELFRY
Glow In The Dark
gothic
2009 - Shinto Records
(USA)
www.myspace.com/batzzinthebelfry

 

Act 'made in California' di ethereal gothic darkwave stile Sisters Of Mercy, i BATZZ In The Belfry del mastermind Nelson tornano, sulla scia dell'Ep omonimo del 2004 e del debut "Sparks Fly Upward", a fissare la loro estetica musicale in questo full, un compatto 12 tracce dalle suadenti e oniriche tinte dark old school. Nelson oltre al caldo baritono che di tanto in tanto ricorre a lievi effetti di riverbero, stende emozionali quanto pregnanti tappeti tastierosi e si occupa di composizione e programmazione, coadiuvato esecutivamente da diversi guest artist.

Tempi slowly con radi andanti in loop, come genere esige da standard, tutta la forza emotiva del tuttavia ridondante sound di "Glow In The Dark" si concentra nel gusto dark romantico delle keys a supporto ovviamente dell'incandescente timbrica vocale del nostro, che nei testi tratteggia pessimismo esistenziale rischiarito di tanto in tanto dalla speranza in Dio, unico appiglio per non essere inghiottiti nel gorgo oscuro del non-senso. Si parte con un notevolissimo trittico che illude di essere al cospetto di una frazione di capolavoro, ma dopo Nightfall, For the dead e Scarlet, composizioni ricche e iridescenti, seppur nello spettro della scala di grigi, il lavoro si appiattisce su una vena compositiva poco ispirata e pregnante, che si lascia ascoltare ma che non conferisce più particolari picchi di emozioni al di là della indubbia piacevolezza di un poco invasivo sound che culla dolcemente come sottofondo, ma al quale risulta arduo prestare continuata presenza mentale. Si fa molto apprezzare l'intro dark industrial della settima Tyranny, ma per trovare un'altra composizione che trafigga il bersaglio grosso (quello dall'attenzione) occorre aspettare fin l'undicesima To the end, minimalismi incantati e danze oniriche eleganti tra soffuse orchestrazioni e coralità tenuamente ieratiche. Delicatissima e indovinata l'ottima drammatica closer, These hands.

Ipotizzando un Ep composto delle prime tre tracce, della settima e delle ultime due avremmo avuto tra le mani un'autentica perla, ma tutto il resto purtroppo è pleonastico, annoia, il che fa crollare le quotazioni di un lavoro che sarebbe potuto risultare di ben altra caratura. Ciò chiarito l'ascolto resta tuttavia sicuramente consigliato ai goth-darkwave nostalgici.

Vaake

VOTO

73

 

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