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BEALIAH
Antology Of The Undead
 
 

 

BEALIAH
Dark
unblack
2000 - THT Productions / Holy Flesh Records
(Indonesia)
www.lastfm.it/music/Bealiah

 

Indonesia e christian metal? Allora in un modo o nell'altro non possono non entrarci i Kekal... ed i Bealiah infatti non fanno eccezione a questa equazione, seppur l'ombra del celebre monicker apparentemente li ammanti solo di striscio. I Bealiah sono frutto dell'arte strumentale e compositiva di Dozhaiatlach D, conosciuto anche come Doctor D nell'omonimo, più modesto, progetto (a cui aveva collaborato quel Jeffray Arwadi mastermind, appunto, dei Kekal), ma soprattutto come mente compositiva dei senz'altro più interessanti Armageddon Holocaust (idem come per l'altro inciso). Nei Bealiah Arwadi non c'entra direttamente, ma l'influenza sul suo inequivocabile sound sul nostro one man band si sente tutta, forte e chiara. Due sono i full-length prodotti, entrambi esclusivamente in musicassetta, e di essi "Dark" è l'ultimo, il più professionale quanto a sonoro, ma non necessariamente il più ispirato quanto a sound, sound che è una miscela di black raw e sinfonico, con ampie strutture extreme nelle quali i riff, ma tutte le trame direi, sono di palese scaturigine kekaliana. Il cantato è in screaming, e seppur non molto valorizzato dal settaggio dei suoni appare comunque di buon livello, come lo sono peraltro tutte le esecuzioni strumentistiche di questo lavoro.

Subito up-tempo vorticoso per l'opener Dark rock n' roll, si alterneranno poi tempi medi infarciti di massicce dosi di oscurità, ma pure la bizzarra solare orientalità del Kekal-style; peccato per lo screaming relegato troppo dietro nell'adagiamento al mix dei vari livelli sonori; per War of the fools l'attacco è invece extreme sperimentale, anche nel filtrato canoro: bello l'interludio atmosferico dove le intense chitarre riescono a produrre gran pathos. Become One oltre ai due già citati stili predominanti innesta la novità di nostalgie black melodiche di notevole presa, in ossimoro col plumbeo tornado in iper-tempo che tutto spazza in Confronting ignorance, almeno finché non si apre, a sorpresa, verso l'etereo, con una informe danza sospesa tra cielo e terra, nel buio. Di qui in poi i pezzi vengono riproposti dal precedente "Weeping At The Crimson Moon", e il suono sarà più scadente: tuttavia già Equatorial throne of darkness è un gran pezzo, furioso, sperimentale ma anche decadente, ed anche Blood is for life picchia in modo sorprendente, ma flirtando anche con suadenti dark melodies. Notevoli i giri armonici di Sword of the conqueror, demiurghi di emozioni al limite, a chiudere è la strepitosa Embraced by fire, caotica, furibonda, sontuosa, micidiale, eppure anche sinfonica e sperimentale.

Questo dei Bealiah era davvero un progetto molto interessante, parlo al passato perché oramai pare sia stato accantonato, ma - notiziona recentissima - la Bomboworks Records ha annunciato ne sta producendo versioni in Cd, e se il sonoro ne uscirà migliorato allora sì che avremmo tra le mani qualcosa di veramente imperdibile.

Vaake

VOTO

77

 

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