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BEAUTY FOR ASHES
My Secret Sin
gothic
2006 - YoungSide Records
(USA)
www.myspace.com/mysecretsin

 

L’efficacia della semplicità, è questa la caratteristica che mi sembra meglio figurare ciò che rende speciale il progetto dark-rock Beauty For Ashes, che mi ha incantata con le sue malinconiche melodie, costringendomi ad ascoltare "My Secret Sin" più e più volte. L’album mi ha infatti colpita subito, inizialmente senza capirne il perché, in quanto il sound in questione non possiede elementi di sfolgorante presenza. Ma poi la risposta è arrivata: quasi con pacata discrezione le canzoni scivolano una dietro l’altra, lasciando fluire una musica che potrebbe essere rappresentata dal respiro di un sereno riposo, cullato da ricordi lontani che non fanno più male ormai, e che tingono l’atmosfera di una soffusa e dolce malinconia.

Le splendide ballate si susseguono in una danza che può essere eseguita solo al riparo dai riflettori, perché è solo qui che tale coreografia ha senso di esistere; che sia per scelta o per necessità non importa, la band ha un suo stile proprio perché nessun componente cerca di avere la meglio sugli altri, creando sonorità perfettamente amalgamate, morbide, e che modellano un’atmosfera fatta di penombre. Degli assoli più egocentrici o una voce più protagonista  sicuramente sarebbero stati elementi di disturbo, aggredendo tali sonorità e privandole proprio di ciò che le rende più particolari. Inoltre c’è un brano, Torture, che mi ha letteralmente ipnotizzata. Un’invocazione al Signore sotto forma di una delle melodie più efficaci che abbia mai sentito. Ogni nota dà perfettamente la sensazione di sete spirituale, attesa e speranza allo stesso tempo. Quasi in chiusura dell’album la band conferma le proprie capacità espressive senza tradire il proprio sound.

Anche la cover mi sembra rispecchiare la sensazione di fondo di tutto il lavoro. Trattasi di una foto in bianco e nero di parte di un viso femminile con la guancia rigata da una lacrima. Pur avendo visto nel panorama dark milioni di questi tipi di foto, questa ha attirato subito la mia attenzione. Infatti anch'essa, come il resto dell’album, ha nella sua semplicità qualcosa di unico. Saranno le ombre leggermente sfocate, o il taglio dato all’immagine, ma il messaggio risalta subito all’occhio, chiaro, semplice, e non per questo privo di espressività. Un disco da ascoltare a luci soffuse mentre tutti dormono, nella ricerca di un silenzio che invadendo l’anima sappia azzittire le mille voci della giornata.

Francesca Pezza

VOTO

77

 

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