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L’efficacia della semplicità, è questa la caratteristica
che mi sembra meglio figurare ciò che rende speciale il progetto
dark-rock Beauty For Ashes, che mi ha incantata con le sue
malinconiche melodie, costringendomi ad ascoltare "My Secret Sin"
più e più volte. L’album mi ha infatti colpita subito, inizialmente
senza capirne il perché, in quanto il sound in questione non possiede
elementi di sfolgorante presenza. Ma poi la risposta è arrivata: quasi
con pacata discrezione le canzoni scivolano una dietro l’altra,
lasciando fluire una musica che potrebbe essere rappresentata dal
respiro di un sereno riposo, cullato da ricordi lontani che non fanno
più male ormai, e che tingono l’atmosfera di una soffusa e dolce
malinconia.
Le splendide ballate si susseguono in una danza che può
essere eseguita solo al riparo dai riflettori, perché è solo qui che
tale coreografia ha senso di esistere; che sia per scelta o per
necessità non importa, la band ha un suo stile proprio perché nessun
componente cerca di avere la meglio sugli altri, creando sonorità
perfettamente amalgamate, morbide, e che modellano un’atmosfera fatta di
penombre. Degli assoli più egocentrici o una voce più protagonista
sicuramente sarebbero stati elementi di disturbo, aggredendo tali
sonorità e privandole proprio di ciò che le rende più particolari.
Inoltre c’è un brano, Torture, che mi ha letteralmente
ipnotizzata. Un’invocazione al Signore sotto forma di una delle melodie
più efficaci che abbia mai sentito. Ogni nota dà perfettamente la
sensazione di sete spirituale, attesa e speranza allo stesso tempo.
Quasi in chiusura dell’album la band conferma le proprie capacità
espressive senza tradire il proprio sound.
Anche la cover mi sembra rispecchiare la sensazione di
fondo di tutto il lavoro. Trattasi di una foto in bianco e nero di parte
di un viso femminile con la guancia rigata da una lacrima. Pur avendo
visto nel panorama dark milioni di questi tipi di foto, questa ha
attirato subito la mia attenzione. Infatti anch'essa, come il resto
dell’album, ha nella sua semplicità qualcosa di unico. Saranno le ombre
leggermente sfocate, o il taglio dato all’immagine, ma il messaggio
risalta subito all’occhio, chiaro, semplice, e non per questo privo di
espressività. Un disco da ascoltare a luci soffuse mentre tutti dormono,
nella ricerca di un silenzio che invadendo l’anima sappia azzittire le
mille voci della giornata.
Francesca Pezza |