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BEAUTY TO ASHES
In The Silence We Fight   (Ep)
metalcore
2004 - Vindicate Records / 2006 - Harvest Earth Records
(USA)
www.myspace.com/beautytoashes

 

"In The Silence We Fight", storica uscita dei ragazzi californiani sotto la label Vindicate Records, è stato ripubblicato dopo qualche anno dalla Harvest Earth Records a seguito del grande successo ottenuto presso i fans. Una delle cause di questo boom discografico per un disco di una band appena sortita dall'underground è da ricercarsi nello stile delle song, tutte facilmente orecchiabili e poco cattive. In pratica abbiamo di fronte uno dei tantissime gruppi che tentano di fare un metalcore duro e potente ma che finiscono per "sporcare" tutto con aggiunte emo e coretti quasi rock/punk.

Già nella prima traccia abbiamo la dimostrazione di tutto ciò: un intro in stile Killswitch Engage e il coro che irrompe addirittura nelle parti in growl/scream, oltre che nel refrain. I riff di chitarra sono abbastanza bene armonizzati, forse l'unica nota positiva della song, ma sono piuttosto ripetitivi, finendo con annoiare l'ascoltatore una volta terminato l'entusiasmo dei primi ascolti. I fill di batteria invece di irrobustire la traccia la peggiorano, a causa della quasi totale assenza dell'utilizzo della cassa, elemento fondamentale nel metalcore. Passando a My eurodice fortunatamente le nostre delusioni iniziali vengono un po' confutate, grazie a un sound più coinvolgente, fill ai livelli che meritano, riff hardcore e la totale assenza dei cori, con il growler che martella le sue corde vocali fino alla fine. Anche Early morning prayer mantiene la linea di metalcore possente e vecchio stile, ma in questo caso i riff tranne in qualche intermezzo sono decisamente più piatti e ripetitivi. Ottima l'intro di Lessons from a battlefield, che prosegue con uno scream basso e grezzo con piccoli inserti doom davvero ben fatti e il passaggio a un cantato in clean accompagnato da voce femminile e riff emocore nel refrain, per poi ritornare allo scream, coronando tutto con un assolo. Questa è la traccia più riuscita e meglio articolata dell'Ep, davvero spettacolare; ora si spiega come mai il disco sia stato così ben accettato, a dispetto dell'inizio un po' deludente: è un Cd davvero ben fatto, con un aumento del modo di coinvolgere che aumenta sempre più, traccia dopo traccia. Chiude Chase the scarecrow, un misto tra emocore e death, capace di appassionare entrambi gli amanti dei generi.

In conclusione, i motivi del successo di questo disco non sono da ricercarsi solo nella semplicità e nella facile orecchiabilità delle song, ma anche nel fatto che alcune di queste siano dei capolavori quanto a tecnica compositiva e capacità di coinvolgere l'ascoltatore, il quale può essere sia un amante del metalcore vecchio stile che un più giovane appassionato di riff melodici e cori punk/rock.

Francesco Pellegrino

VOTO

75

 

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