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BECOMING THE ARCHETYPE
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The Physics Of Fire
 
BECOMING THE ARCHETYPE
Dichotomy
 
 

 

BECOMING THE ARCHETYPE
Celestial Completion
deathcore
2011 - Solid State Records
(USA)
www.myspace.com/becomingthearchetype

 

Era il lontano 2008 quando i BTA ci stupirono con "Dichotomy", album dal quale si iniziarono a intravedere i primi cambiamenti nel loro stile, con la parte prog via via sempre più imponente. Successivamente, dopo l’uscita del singolo Necrotizing fasciitis, c’è stata una variazione in line-up che risulta essere molto determinante per l’attuale formazione. Alex Kenis lascia la band e il suo posto è preso da Daniel Gailey che, oltre ad essere un ottimo chitarrista, nel nuovo full-length "Celestial Completion" avrà l’importante ruolo di dedicarsi anche alle parti in scream. Con questo nuovo album la band ci dimostra chiaramente che ricercano sempre nuovi modi per distinguersi musicalmente dal resto della massa. Già a primo ascolto si denota immediatamente un bilanciamento a dir poco perfetto tra l’immenso growl di Jason Wisdom, le già citate parti in scream di Daniel e il clean del Conte Seth Hecox (aiutato dallo stesso Gailey), il cui talento compositivo è sempre oltre ogni immaginazione, vedasi assoli di chitarra o di tastiera suonati sempre in modo magistrale e mai ripetitivi o banali. Il tutto accompagnato dalla batteria di Brent "Duck" Duckett.

Ma entriamo nello specifico in "Celestial Completion". L’opener è The resonant frequency of flesh, una delle migliori intro che abbia mai sentito. Inizia con una voce lirica e un coro di soprani e piano piano si inseriscono anche la chitarra e un costante doppio pedale. La seconda traccia è The magnetic sky, canzone molto potente e anche orecchiabile in cui compaiono per la prima volta growl, scream e clean insieme. Internal illumination è un mix quasi esplosivo fra riff di chitarra e una grande interazione fra Jason e Daniel; nel finale la rallenta un po’ e si possono apprezzare fino in fondo le straordinarie doti vocali di Wisdom. E sulla falsa riga della precedente c’è Path of the beam. Canzone molto bella in cui è presente quasi tutto il repertorio della band, comprese le parti con la tastiera e con un assolo finale di chitarra che vi farà rizzare i capelli. Segue Requiem aeternam, brano dalla complessità inaudita divisa in tre parti: La prima è Music of the spheres, un minuto e mezzo di solo pianoforte mozzafiato tanto per chiarire ogni dubbio residuo sulla bravura del Conte. La seconda è Elemental wrath, la traccia più lunga dell’intero disco e probabilmente anche la più complessa data la sua grande diversità. Si passa da riff potenti seguite da campane, a voci metalliche, senza trascurare il fatto che sono presenti stupendi assoli di chitarra. Il finale poi è tutto da vivere tra lo stupendo pianoforte di Hecox e il solito superlativo Wisdom, il tutto ben accompagnato da Duckett dietro le pelli. Infine la terza e ultima parte di Requiem aeternam è Xenosynthesis, traccia molto pesante, definibile quasi come symphonic black. Da evidenziare anche la presenza di parti liriche.

Il brano seguente, Invisible creature, è un breve pezzo strumentale suonato con il sitar che fa da intro a Cardiac rebellion, traccia che inizialmente è in pieno stile BTA, con l’aggiunta di Dennis Culp dei Five Iron Frenzy al trombone, ma a circa metà c’è un improvviso cambio di tempo che, secondo me, guasta un poco la song fino al termine della stessa. Forse questa è l’unica pecca di "Celestial Completion". Con la seguente Reflect/refract, ci riportano alle sonorità tipiche del death ma anche questa a circa metà diventa molto melodica, salvo poi ritornare al prog death iniziale tramite un assolo di chitarra. Infine con l’ultimo brano dell’album, Breathing light, si comprende chiaramente come il nuovo stile della band sia tendente sempre più al progressive death. Si inizia con un clean per poi passare al duo Wisdom/Gailey, il tutto seguito da riff e assoli delle chitarre e intervallato dal dolce violino di Kim Stice che sicuramente vi entrerà in testa per molto tempo!! Con "Celestial Completion", i Becoming The Archetype hanno raggiunto una maturità tale da poter compiere il definitivo salto di qualità, sperimentando tutti i tipi di strumenti ed effetti possibili, data la loro straordinaria capacità nel saper fondere bellezza e melodia con brutalità.

Antonio Cannizzaro

VOTO

90

 

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