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Una christian band, per
quanto unblack, che cita fra i suoi ispiratori Xasthur,
Fullmoon, Burzum, Beherit, Legion of Doom,
Bathory ed addirittura Absurd è davvero inedita. Ma il
mastermind F.A. Monje dall’Arizona, già autore di altri due lavori con
questa sigla, mantiene le promesse e ci regala un piccolo gioiellino
unblack. Fra i neri maestri citati sopra metterei i cristiani depressive
unblacksters Glaciial come sorgente di idee musicali e
teologiche. Certo la produzione e la registrazione sono insufficienti,
anche se non disastrose, per questo sì estremo, ma ultrasofisticato
genere. "Every knee shall bow / every tongue confess... / that Jesus
Christ is Lord", da The triumphant King, ma in generale le
liriche sono davvero sorrow.
Si parte subito con le atmosfere artiche di There is none
righteous, ma il Bedeiah sound esce appieno con la
successiva Blood metal: chitarre frozen e taglienti,
screaming minaccioso sullo sfondo, keys ectoplasmiche. La seguente
The triumphant king è una tremenda sfuriata nera di
darkthroniana (elgibboriana diremmo dalle nostre parti) memoria. Impatto
devastante, grandissima song. Quindi tocca a Celestial fellowship
atmosferica, sinistra, bisbigliata. Chiude l’Ep Blood metal (Desert
echoes), ultraraw con tastiere celestiali, come si trova solo
nei primissimi lavori di Burzum.
Una confezione sonora adeguata avrebbe potuto far assurgere questo
lavoro a cult fra gli affezionati del suono, tuttavia il nostro sta
lavorando al prossimo full-length...
Daniele E.
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