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BEEROTH
Total Annihilation Of Leviatan Legions
 
 

 

BEEROTH
Himnos De Ceremonia Funebre
unblack
2003 - Self / 2007 - Exhort Metal Records
(Messico)
www.myspace.com/beeroth

 

Il messicano Azmaveth (da non confondere con l’omonimo combo portoricano) ci riprova da solo, dopo i non indimenticabili lavori con gli Hortor. Le coordinate spaziotemporali, anche nel look ultrablack, sono ascrivibili alla scena Inner Circle, e con esse il centroamericano piazza un lavoro assolutamente credibile e coinvolgente. Ci sono la furia di Darkthrone/Elgibbor, le sinfonie di Emperor/Sanctifica e l’atmosfera l’ambient di Burzum. Il validissimo screaming è in uno strepitoso spagnolo, i cui testi trattano di inni al Metallo Cristiano, di crush evil e di funerali in Grazia di Dio. Ai limiti della decenza la produzione, eppure stranamente congrua all’atmosfera generale del disco. Da considerare tuttavia che il lavoro, accuratissimo nel songwriting, nasce come un demo, e di tale tipologia ha la confezione sonora.

Un organo fantasmico accompagna Himnos de ceremonia funebre, che si conclude sulle note di un pianoforte decadente. L’ottimo screaming di Azmaveth è ben evidente in Christian metal fallowship. Tutta l’anima true e raw si manifesta in Birkart hocobenim, senza tuttavia trascurare un uso accorto di keyboards. Instru è una cavalcata maestosa e malinconica, quasi alla Bathory nel suo incedere. Satanas destronado ritorna alla rabbia ancestrale, ma con curiosi effetti e ricami tastieristici. L’opera si conclude con Azmaveth che sfoggia sontuosissime keys, sospese fra il neoclassical e la darkwave.

Un gioiello, grezzo e non raffinato, ma pur sempre un vero topazio. Quando si parla di true unblack è qui che bisogna andare a parare. L’attitudine è di quelle magistrali per un lavoro che non annoia mai, dall’inizio alla fine. Un disco del genere, inserito nella scena secular avrebbe fatto gridare al miracolo più di un recensore, ma noi rimaniamo con i piedi per terra, aspettando qualcosa di nuovo.

Daniele E.

VOTO

84

 

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