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BEFORE THE TORN
Burying Saints
swedecore
2009 - Oh Damn! Productions
(Portogallo)
www.myspace.com/beforethetorn

 

Non provengono di certo dalla terra del metalcore (!), eppure gli sconosciuti portoghesi Before The Torn sono riusciti là dove big act della madrepatria del genere hanno fallito (As I Lay Dying, ad esempio), ovvero decretare la morte, quantomeno a livello mainstream, dello swedecore con un canto del cigno che di certo non è l'"An Ocean Between Us" di turno, ma che si candita con forza essere "Burying Saints", debut full-length per questo combo, il quale che faccia sul serio già si nota d'impatto dallo spettacolare artwork; basti poi affondare l'indice sul tasto play per accorgersi che tale è anche la superlativa produzione. Di lì in avanti sarà una sorpresa continua: freschezza compositiva pur non oltrepassando quasi mai gli steccati del genere, potenza sonora di prim'ordine ottimamente bilanciata con le melodie, tecnica ed esecuzione senza penombre.

Trentacinque minuti in dieci tracce che riescono nell'impresa di non far mai scemare l'attenzione, e se qualche lieve flessione di tanto in tanto appare, i nostri sono abili a compensarla subito dopo con picchi di intensità. E' la passione riversata nelle composizioni che fa la differenza per i Before The Torn, e che rende questo lavoro superiore a quelli di gruppi ben più celebri e celebrati, ma ormai appagati; ciò lo si nota fin dalla fantastica opener ...The fall of hope, sound dinamitardo tra eccellenti vocals growl e, soprattutto, scream, momenti riflessivi con trame melodiche, doppia cassa randellante, tastierosità invasive, corali clean. Swedish, climax ombratile e breakdown per l'inquieta e sontuosa Hands of salvation, ottimo mood e varietà scritturale anche per la successiva The sentence. Dopo il triturante double bass di An ocean of pride si giunge a quello che è l'anello più debole del lavoro, Broken, dead, defeated, sopperito appieno dalla travolgente nerboruta e umorale title-track Burying saints. Coralità stile In Flames in Endless calling, swedish death su notevoli pattern percussionistici per Sundown. Con l'attacco di Sinking hearts inizia purtroppo ad emergere una certa ridondanza compositiva, i portoghesi lo sanno, quindi innestano sperimentazioni, un coro emo oriented seguito da una lunga partitura strumentale dalle tinte fosche. La chiusa, My last words, spazza via ogni dubbio pestando quasi deathcore per poi sconfinare in melodie thrashcore prima, alternative poi, e terminare infine tra detonazione swedecore in mid-tempo.

I Before The Torn non inventano nulla, se siete in cerca di innovazione rivolgetevi altrove, ma se volete un travolgente album di swedecore con tutti i crismi, difficilmente ormai troverete di meglio. Passione che trasuda ad ogni nota ed astuta intelligenza compositiva fanno di questo "Burying Saints" un piccolo gioiello swedecore, nonostante l'uscita fuori tempo massimo, almeno per quelle che sono le leggi imposte dal mercato core americano.

Vaake

VOTO

85

 

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