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BELIEVER
Sanity Obscure
thrash
1990 - R.E.X. Records / Roadrunner Records
(USA)
www.myspace.com/believerband

 

Dopo l’esordio "Extraction From Mortality" eccoci tra le mani un altro gioiellino dei Believer, band cristiana fondata dal chitarrista e vocalist Kurt Bachman e dal batterista Joey Daub: "Sanity Obscure". É un album che semplicemente sconvolge per un nuovo livello di grinta e di creatività che non ci saremmo mai aspettati. Ascoltarlo è come salire su una giostra, di vaghe e oscure visioni… Si aprono le danze con l’omonimo brano Sanity obscure che ci accoglie con le ingenue note di un carillon che vanno confondendosi in un’atmosfera cupa, quasi opprimente caratterizzata oltre che dalle chitarre persistenti con micro-assoli distorti, dalla voce graffiante e corrosiva del cantante. In Wisdom’s call batteria e chitarra sono incessanti e riescono a creare un intreccio sapiente di tecnicità…ed ecco che attacca prepotente il grido: "How long, will you, simple ones, love your, simple ways / And continue to reject the calling of wisdom? / Why don't you open up your mind / Can't you hear wisdom's cry?". Il ritmo sembra rallentare in Nonpoint, dai malinconici arpeggi di chitarra e dai riff ripetuti. Ma non finisce di certo qui: Idols of ignorance è un brano dal ritmo incalzante descritto da una batteria martellante e da tecnicissimi riff molto irruenti; Stop the madness è di poco più lento ma la batteria è sempre di alta qualità e gli assoli sono melodici.

Eccoci arrivati ad uno dei brani, a mio avviso, principali dell’album: Dies irae ( Day of wrath). Questo è il pezzo più sinfonico e gotico, cantato da una celestiale voce soprana femminile che raggiunge tonalità altissime, un inizio lento e pesante di archi e violoncelli che si mescola successivamente ad una chitarra e una batteria sostenute. E arriviamo a Dust to dustLike a song che chiudono questo full-length, entrambi molto ritmati. Nel primo abbiamo un alternarsi di parti melodiche e parti serrate mentre il secondo, scritto nientemeno che dagli U2, sembra assumere una sfumatura heavy, la batteria è persistente e s’inseriscono degli accenni di cori. Ultimo particolare…la voce mi ricorda tanto quella di Vasco Rossi! I testi sono estremamente curati e riprendono brani della Bibbia, come per esempio in Idols of ignorance ("I am the Lord / Apart of me / There is none / I form the light / Of this dark world / Bow to me or die!") o Dust to dust ("From dust you came / You must return / Can death you escape?"), che accusano l’uomo di essere prigioniero di sè stesso e dei vari idoli, di non saper ascoltare la Saggezza, raggiungibile attraverso Cristo, di portare alla distruzione la Terra...

"Sanity Oscure", veloce, furioso e carico di dissonanze, è tra quegli album "da avere assolutamente" se siete amanti del thrash sulla scia degli Slayer, Tourniquet e Living Sacrifice!

Paola Armato

VOTO

89

 

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