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Dopo l’esordio "Extraction From Mortality" eccoci
tra le mani un altro gioiellino dei Believer, band cristiana
fondata dal chitarrista e vocalist Kurt Bachman e dal batterista Joey
Daub: "Sanity Obscure". É un album che semplicemente sconvolge
per un nuovo livello di grinta e di creatività che non ci saremmo mai
aspettati. Ascoltarlo è come salire su una giostra, di vaghe e oscure
visioni… Si aprono le danze con l’omonimo brano Sanity obscure
che ci accoglie con le ingenue note di un carillon che vanno
confondendosi in un’atmosfera cupa, quasi opprimente caratterizzata
oltre che dalle chitarre persistenti con micro-assoli distorti, dalla
voce graffiante e corrosiva del cantante.
In
Wisdom’s call batteria e chitarra sono incessanti e riescono
a creare un intreccio sapiente di tecnicità…ed ecco che attacca
prepotente il grido: "How long, will you, simple ones, love
your, simple ways / And continue to reject the calling of wisdom? /
Why don't you open up your mind / Can't you hear wisdom's cry?".
Il ritmo sembra rallentare in Nonpoint, dai
malinconici arpeggi di chitarra e dai riff ripetuti. Ma non finisce di
certo qui: Idols of ignorance è un brano dal ritmo
incalzante descritto da una batteria martellante e da tecnicissimi riff
molto irruenti; Stop the madness è di poco più lento ma la
batteria è sempre di alta qualità e gli assoli sono melodici.
Eccoci arrivati ad uno dei brani, a mio avviso, principali
dell’album: Dies irae ( Day of wrath). Questo è il pezzo
più sinfonico e gotico, cantato da una celestiale voce soprana femminile
che raggiunge tonalità altissime, un inizio lento e pesante di archi e
violoncelli che si mescola successivamente ad una chitarra e una
batteria sostenute. E arriviamo a Dust to dust e Like
a song che chiudono questo full-length, entrambi molto ritmati.
Nel primo abbiamo un alternarsi di parti melodiche e parti serrate
mentre il secondo, scritto nientemeno che dagli U2, sembra
assumere una sfumatura heavy, la batteria è persistente e s’inseriscono
degli accenni di cori. Ultimo particolare…la voce mi ricorda tanto
quella di Vasco Rossi! I testi sono estremamente curati e riprendono brani della
Bibbia, come per esempio in Idols of ignorance ("I
am the Lord / Apart of me / There is none / I form the light / Of this
dark world / Bow to me or die!")
o Dust to dust ("From dust you came / You must
return / Can death you escape?"),
che accusano l’uomo di essere prigioniero di sè stesso e dei vari idoli,
di non saper ascoltare la Saggezza, raggiungibile attraverso Cristo, di
portare alla distruzione la Terra...
"Sanity
Oscure",
veloce, furioso e carico di dissonanze, è tra quegli album "da avere
assolutamente" se siete amanti del thrash sulla scia degli Slayer,
Tourniquet e Living Sacrifice!
Paola Armato |