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Un mediocre artwork di front e back cover dalla
difficilmente condivisibile idea guida e dalla scadente
realizzazione grafica e cromatica, poco davvero invoglia alla
curiosità verso questo Cd autoprodotto dello sconosciuto gruppo
finlandese. Aprendo la custodia però notiamo che lo scialbo stile ha
una decisa sferzata. All’interno del booklet di quattro pagine,
lo sfondo nero con esteso il bel logo della band e su stampate le
lyrics, pur semplice, è ben fatto; ancora meglio è la stampa del Cd,
molto professionale, ma il clou risulta essere l’inside, l’ultima
pagina del booklet, in cui una meravigliosa foto del gruppo, vestito
per quattro quinti in saio e col volto pitturato in bianco con al
centro una vistosa croce nera, perfettamente armonizzato al cospetto
dell'innevatissimo
ingresso di uno sperduto mistico monastero, riporta in gotico le info dell’Ep
e la line-up; anche in essa emerge l'anima radicale dell'act
finnico, dato che i nomi d’arte di alcuni membri attingono a personaggi biblici: Jacob, Samuel, Jeremiah. Inutile dire
che a questo punto l’interesse per questo "Songs Of Sorrow" è
salito vertiginosamente.
Fin dalle primissime note si trova conferma di quanto si
presupponeva: i Bleakwail fanno unblack. L’opener A
bleak wail è una traccia black melodica dal buon scream che
alterna stacchi tirati a pause atmosferiche enfatizzate da parti
vocali recitate in growl. Canzone discreta ma niente più, terminata
la quale ecco la sorpresa: Veni Sancte Spititus è
entusiasmante! Un growl ci proietta tra gli oscuri meandri dell’animo,
succeduto da un riff sorprendente per tetra melodicità che segnerà tutto il songwriting
della composizione, che si svilupperà con momenti
ambient-atmosferici, notevoli cori clean e dark, partiture serrate,
il tutto con growl che prima declamano e poi duettano con gli scream.
Canzone davvero clamorosa che definitivamente chiarisce quali siano
i punti di forza del gruppo, una vena melodica oscura e dolorosa
fuori dal comune, e un uso dei vocals - dagli scream ai growl ai
cori puliti - davvero eccezionale. La seguente Songs of sorrow è puro dark con
baritono malinconico e straziati riff, sotto i quali
le sempre sapienti tastiere fanno da cornice ad un bellissimo coro
dark. Passionate peace apre gothic, preludio a
graffianti note e ad un adagiarsi melodico che apre la via ad uno
dei più dolorosi growl che abbia mai sentito... subentra la ritmica black,
e in essa growl e scream si alterneranno superbamente plasmando stati emotivi
a dir poco toccanti. L’ultima traccia inserita in questo fantastico Ep di oltre
30 minuti è Liberation from death, agonie atmosferiche
da cui sorge un pestato old-school oriented, in un continuo
alternarsi di melodico-sinfonica luce e
brutale oscurità; growl abissali e ringhiati ci
accompagnano alla fine di questi 10 minuti, chiusi da un
blastbeats.
Le lyrics dei cinque monaci non possono che essere cinque
profonde, oscure, vissute preghiere sempre aperte alla speranza, e
così è infatti, con tanto di riferimenti scritturali. La produzione di questo Ep nato dall’unione di vecchi demo
e nuovo materiale è buonissima e molto pulita: tentennante primo
episodio a parte ci troviamo tra le mani un lavoro eccezionale. A
quanto quindi un full-length? Sono passati tre anni e non ve
n'è traccia, neanche un vago accenno... La speranza ormai inizia ad
annebbiarsi e a venir dispersa dagli algidi venti del Nord.
Vaake |