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Sforzatevi di dimenticare l'Ep d'esordio "Bleedience"
inserendo nello stereo il come back dei giovani norvegesi: "Parable
Of The Gun" col lavoro che l'ha preceduto non c'entra davvero
niente, e la svolta per chi amava la vecchia proposta è di quelle che
fanno male. Il black dantesco, fantasioso e compositivamente ispirato
del debut viene completamente accantonato, ed a giovare di questa
rivoluzione copernicana del sound dei nostri è un azzardato coacervo di
thrash e metalcore, dai risvolti anche interessanti, ma ciò non toglie
che la delusione per ogni unblackster all'ascolto di "Parable Of The
Gun" sarà cocente. Il quartetto che vanta la presenza di mister
VIXIVI, ora negli Inevitable End, Andreaz Hansen, plasma sì
solo quattro tracce, ma per una durata di ben ventisette minuti.
Produzione buona, ciò che esce dalle casse e dal cilindro nei nostri è
un qualcosa di piuttosto particolare.
F.T.C. è l'amara sorpresa: fin
dall'attacco di puro metalcore si coglie come tutto nel sound dei
Bleedience sia stato stravolto; classici ondeggiamenti ritmci si
alternano a stacchi thrash, riff stoppati ed un assolo accennato
completano una traccia che fa inevitabilmente storcere il naso. Una
improvvisa scarica d'adrenalina la si ha con la seconda Gun solved,
song violenta ed impetuosa con travolgenti massacri thrash/death pur se
innestati in un contesto ritmico ancora metalcore, anche se in misura
minoritaria: febbrile è il finale fatto di strani solos, partiture
tecniche ma anche momenti di abbandono al delirio del caos. Il pezzo
migliore è in arrivo, Revelation, furibonda e oscura
aggressione di thrash/death include anche sperimentazioni, sfoghi black,
cadenze metalcorose ed un bel lavoro solistico. Quanto di buono stavamo
sentendo viene però abbastanza compromesso dalla finale Slumber,
broke, che lascia prima ben sperare per rifugiarsi poi in
sonorità vicinissime agli Zao, anche nella tonalità screaming,
qui ancora più hardcore che nel resto del disco. Qualche sperimentazione
ed aperture melodiche con accenni in clean vocal erano quasi scontati.
Affatto un brutto lavoro, anzi probabilmente chi
ama il new school e non ha goduto di "Bleedience" lo troverà
interessante. Per chi come me non fa parte di alcuna delle due
categorie, pur rispettandolo, sarà un disco che si dimenticherà in
fretta. Ah dimenticavo, la band ha chiuso i battenti qui.
Vaake
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