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BLEEDIENCE
Bleedience
 
 

 

BLEEDIENCE
Parable Of The Gun   (Ep)
thrash
2003 - Self
(Norvegia)
www.bleedience.cjb.net

 

Sforzatevi di dimenticare l'Ep d'esordio "Bleedience" inserendo nello stereo il come back dei giovani norvegesi: "Parable Of The Gun" col lavoro che l'ha preceduto non c'entra davvero niente, e la svolta per chi amava la vecchia proposta è di quelle che fanno male. Il black dantesco, fantasioso e compositivamente ispirato del debut viene completamente accantonato, ed a giovare di questa rivoluzione copernicana del sound dei nostri è un azzardato coacervo di thrash e metalcore, dai risvolti anche interessanti, ma ciò non toglie che la delusione per ogni unblackster all'ascolto di "Parable Of The Gun" sarà cocente. Il quartetto che vanta la presenza di mister VIXIVI, ora negli Inevitable End, Andreaz Hansen, plasma sì solo quattro tracce, ma per una durata di ben ventisette minuti. Produzione buona, ciò che esce dalle casse e dal cilindro nei nostri è un qualcosa di piuttosto particolare.

F.T.C. è l'amara sorpresa: fin dall'attacco di puro metalcore si coglie come tutto nel sound dei Bleedience sia stato stravolto; classici ondeggiamenti ritmci si alternano a stacchi thrash, riff stoppati ed un assolo accennato completano una traccia che fa inevitabilmente storcere il naso. Una improvvisa scarica d'adrenalina la si ha con la seconda Gun solved, song violenta ed impetuosa con travolgenti massacri thrash/death pur se innestati in un contesto ritmico ancora metalcore, anche se in misura minoritaria: febbrile è il finale fatto di strani solos, partiture tecniche ma anche momenti di abbandono al delirio del caos. Il pezzo migliore è in arrivo, Revelation, furibonda e oscura aggressione di thrash/death include anche sperimentazioni, sfoghi black, cadenze metalcorose ed un bel lavoro solistico. Quanto di buono stavamo sentendo viene però abbastanza compromesso dalla finale Slumber, broke, che lascia prima ben sperare per rifugiarsi poi in sonorità vicinissime agli Zao, anche nella tonalità screaming, qui ancora più hardcore che nel resto del disco. Qualche sperimentazione ed aperture melodiche con accenni in clean vocal erano quasi scontati.

Affatto un brutto lavoro, anzi probabilmente chi ama il new school e non ha goduto di "Bleedience" lo troverà interessante. Per chi come me non fa parte di alcuna delle due categorie, pur rispettandolo, sarà un disco che si dimenticherà in fretta. Ah dimenticavo, la band ha chiuso i battenti qui.

Vaake

VOTO

73

 

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