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Look e melodie manieristicamente emocore, interludi
dalle atmosfere post-hardcore, poi screamo, riffing swedish e tutti gli
stilemi del genere - peraltro bene eseguiti - rintracciabili soprattutto
in act quali Haste The Day e Still Remains. E' questo il
metalcore proposto dai Blessthefall, neo ensemble dall'Arizona
che esce nel novembre del 2006 col debut "His Last Walk",
trattante liricamente le tematiche della morte - vista dall'ottica cristiana, ma non
per ciò scevra del dolore che l'ammanta - come si coglie
dalla stessa front cover, leggermente modificata in questa successiva edizione
dell'aprile 2007 operata dalla Ferret.
Elettronica, slow breakdown e nostalgiche melodie
screamo costituiscono la sostanza dell'opener A message to the
unknown, proposta in una piacevole forma, che se mai entusiasma
tuttavia risulta di piacevole ascolto: chiave di lettura questa
estendibile a tutto il Cd. Guys like you make us look bad
parte tecnica e si sviluppa possente con riffing swedish, ma a colpire è
l'ampia distesa minimal-elegiaca incastonata nel corpo della
composizione. L'armonia decadente e sofferta avvolge la successiva
Higinia che ricorre abbondantemente
all'elettronica, così come l'intro della subentrante Could tell
a love, giocata nell'intreccio di clean e scream vocals.
Ancor più melensa, pur se dall'indovinato mood, è Rise up.
Times like these scorre via anonima, mentre Pray
appare inizialmente una ballad, per poi evolversi filoprogressiva
ispirandosi agli ultimi Narcissus nell'uso del clean e nell'intelaiatura
ritmica, e sfoga infine nello swedecore ricco di solos. Foschi
minimalismi noir post-metal per l'obnubilata With eyes wide shut, track
che però non esplode come il suo pathos lascerebbe supporre. Passando per la più insipida
Wait for tomorrow e
per l'eterea Black rose dying, giungiamo all'aggressiva title-track, che
si divide tra screamo e post-metal.
Gli onesti Blessthefall non apportano certo
innovazioni alla sclerotizzata scena emocore statunitense, ma cavalcano
a dovere l'onda ed eseguono semplice ma bene - a parte alcune riserve
circa le clean vocals -, oltre a poter disporre di un certo talento per
quanto concerne lo sviluppo dei tratti melanconici. Consigliati a chi
del metalcore ama l'anima più afflitta ed ipocondriaca, ma al tempo
stesso seducente nella melodia.
Vaake
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