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Dopo il loro
debutto nella Elektra Records di due anni fa, i Blindside
ritornano sulla scena con un progetto altamente anticipato. Anticipato
perché il precedente lavoro, "Silence", è stato talmente
apprezzato che tutti i fan volevano capire se anche questo lavoro
sarebbe stato sullo stesso livello qualitativo. Io quest'album l'ho
procurato più di recente, ma credo che l'effetto sia stato lo stesso di
quello che hanno sperimentato i fan della prima ora: sconforto!
L'album apre su una falsanota melodica con
Eye of the storm, che ogni tanto si ferma per lasciare spazio
alla melodia straziata da urla. Le vocals di Christian sono molto più
sul melodico e molto meno sull'aggressivo, decisamente un grande
cambiamento. Segue Follow you down, che già un po'
rispecchia il loro lavoro precedente. Tranne per il fatto che gli
arrangiamenti hanno un non so che da farmi storcere il naso. Devo dire
che però è molto bello il semi-breakdown a metà pezzo. Seguono il
singolo All of us, che marca il passofalso del gruppo
(dato che la canzone è... come dire: emo!), e Shekina.
Immaginatevi una folla di uomini d'affari incravattati e tutti belli
puliti, ora immaginate in questa folla un uomo vestito di verde
fosforescente. Ecco l'effetto che fa Shekina, una ballad
molto bella e ben arrangiata, ma che non c'entra nulla con il resto
dell'album. E' talmente fuori discorso che mi stavo chiedendo se stavo
ascoltando ancora lo stesso album. Con Hooray it's L.A. il
gruppo torna aggressivo, grazie anche all'aiuto di Billy Corgan dei
The Smashing Pumpkins che dà una mano con le chitarre. Swallow
e Die buying invece sono brani di poco effetto in
quest'album, da riempimento, invece Across waters again è
un bellissimo pezzo, il migliore del Cd a mio parere. Con dei buoni
arrangiamenti e batterie in controtempo e una bella melodia
orecchiabile. Seguono After you're gone, buon pezzo ma non
abbastanza sfruttato e quindi leggermente noioso, Where the sun
never dies, traccia abbastanza valida, e Roads,
pezzo blues acustico noiosissimo, altamente noioso. Ci scommetto
che chi ha ascoltato il Cd a questo punto ha saltato la traccia.
L'album, come in "Silence", si conclude con la title track:
About a burning track è un pezzo hardcore ben inseribile nel
loro secondo album, dato che segue lo schema impostato in quei pezzi.
Molto noise-core, tranne verso la fine, in cui rallenta e diventa
melodico.
Un album che dall'inizio alla fine farà
digrignare i denti e storcere il naso a molti. I pezzi non sono come in
"Silence" agglomerati ed indivisibili, qui al contrario si
differenziano molto tra di loro, rendendolo un lavoro poco resistente.
Resta dire solo che i Blindside hanno deluso, dando ai fan un
album con solo pochi pezzi davvero validi e molti brutti anatroccoli. E'
l'album dei Blindside che ascolto meno.
Christopher Warman
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