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BLOOD COVENANT
The Blood Of The New Covenant
 
 

 

BLOOD COVENANT
Sign Of Time
unblack
2011 - Art4God Records
(Armenia)
www.myspace.com/bloodcovenantofficial

 

Nonostante la bassa età media, gli armeni in questione hanno già sfornato diversi lavori di un certo interesse. Si nota subito, in questo disco, un evidente miglioramento nella produzione. La lingua madre usata nel cantato non è priva di fascino.

Un’Intro che nella prima parte assomiglia a quella di "Hellig Usvart" ci conduce all’opera. Con la title-track Sign of time i nostri esibiscono tutto il proprio, notevole, repertorio: continui cambi di tempo ed atmosfera, passaggi continui fra screaming, growling e pulito, refrain "orecchiabili", ecc ecc. Unseen war è più propriamente black sinfonico con una bella coda strumentale. In The call è facile notare come siano evidentissime le influenze di certi Dimmu Borgir, The funeral of the dark kingdom è invece una strumentale solenne e organistica, una stupenda messa da requiem. Poi tocca a Fall Babylon, antestoriana ma con molta farina del proprio sacco. Poteva mancare la gothic song in un disco del genere? Ecco la sontuosa Hayr mer. At the cross è un altro brano strumentale di rara eleganza. Con Corruptible reflection of reality si ritorna ad accelerare, dimostrando la tecnica della band. Golgotha è una struggente orchestrazione, Metanoia incalza, Faithfull chiude, ma è forse il punto debole del disco.

Si può perdonare qualche ingenuità ad un gruppo pieno di passione, coraggio, tecnica, melodia, inventiva e Fede? La risposta è scontata, secondo me. Per gli sforzi che stanno profondendo basta guardarsi i loro video e concerti. Disco da avere, sicuramente.

Daniele E.

VOTO

88

 

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