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BLOOD COVENANT
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BLOOD COVENANT
The Blood Of The New Covenant
unblack
2007 - Self
(Armenia)
www.myspace.com/bloodcovenantofficial

 

Ritornano dopo ben quattro anni con il loro unblack sinfonico di ottima qualità e dal sapore gothic doom, gli armeni Blood Covenant. Nel loro nuovo disco "The Blood Of The New Covenant" viene accostata alla tipica aggressività musicale dell'unblack la melodia di tastiere, le quali vanno a ricreare atmosfere molto introverse e contemplative, arricchendo notevolmente la melodiosità e la misticità delle tracce.

Un intro molto particolare quale The symphony of the eminence avanza sfarzoso tra melodie opulenti ed epiche, accompagnando l'ascoltatore alla successiva Greatness, vivace e pregiata come una ballata scorre leggera e soffice, dallo scream affatto aggressivo e dall'accentuata melodia, va ad assumere verso la fine autunnali tonalità gothic/doom. Una vera e propria esplosione mistica è Dedication, barocche melodie stile ambient e riff veloci e taglienti si alternano a lente e cineree atmosfere doom, conferendo un'aura di magia e mistero; ottimo il cantante che passa da aspri scream al cantato pulito darkeggiante. E' il turno di Blood of the New Testament, e anche qui vanno ad alternarsi due musicalità bene differenti: dalla tradizionale sferzata furiosa unblack metal costellata di scream e growl ad una vera e propria trasfusione di patos dall'accorato e struggente canto. Un malinconico intro a metà disco ci accompagna dignitosamente all'ascolto di Old cross, ritmi veloci e puliti pulsano come nuova vita conferendo particolare vitalità alla song, ove una volta ancora il canto pulito viene privilegiato al trascurato scream che rimane in secondo piano. Struggente ed introversa è Eternal beauty, traccia strumentale, estremamente melodiosa e leggera, ci regala attimo di "respiro" per affrontare la successiva Apocalypse, aspri growl e scream ammorbano un'atmosfera da "fine del mondo", riff velocissimi conferiscono austerità mentre abissali rullaggi di batteria percuotono pesantemente ogni accenno di melodia e sinuose tastiere acconsentono a suonare una sorte di danza tenebrosa. Terribile e possente si presenta Choice, la quale va a scaricare tutta la sua potenza distruttrice fatta di riff velocissime e forsennati, spaventose supersoniche percussioni ed esibizione vocale da lamento ultraterreno; presto però l'indole gothic/doom della band si fa profondamente sentire e si manifesta in tutta la sua eleganza sotto forma di accorati cori e caduche melodie autunnali. Siamo alla fine quando arriviamo a Sacred, con estrema sorpresa la band riprende il bel ritornello già ritrovato nella precedente Blood of the New Testament e gli conferisce un effervescente ritmo power metal, sprigionando un'esplosione di gioia e vitalità.

Mi piace veramente pensare che ci siano band come i Blood Covenant che reinventano il mondo dell'unblack metal, depurandolo dalle solite ripetitive melodie e conferendogli attraverso un tocco personale qualcosa che altre band, forse più legate al sound tradizione, non avrebbero mai apportato. Con questo album gli armeni vogliono sperimentare nuove e accattivanti sfumature da accompagnare ad una base che rimane sempre unblack metal; ecco che compaiono in dose massiccia sonorità gothic/doom, melodie opulente baroccheggianti, tecnicissimi riff, diverse e multisfaccettate tecniche vocali. Da tutta questa "smania" creativa ne esce una vera e propria "operetta barocca", mai però banale visto il saggio e oculato accostamento dei suoni e delle melodie.

Fabio Manna

VOTO

84

 

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