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BLOODFORGE
Forged   (Ep)
gothic
2005 - Self
(Brasile)
www.bloodforge.net

 

Ascoltando attentamente i 17 minuti di questo mini si ha la netta impressione di trovarsi di fronte ad un gruppo che farà sicuramente parlare di sé in futuro. Il primo ascolto ha fatto rimanere a bocca aperta; i seguenti non hanno fatto che aumentare la voglia di sentire al più presto del materiale nuovo e di maggiore durata. Ma godiamoci innanzitutto il presente. Il sorprendente disco è influenzato dai più svariati generi, un trascinante e ipnotico gothic prima di tutto, poi doom, heavy, prog… Il risultato finale è un lavoro dai diversi rimandi (i primi Nightwish o accenni alla Virgin Black) ma pur sempre caratterizzato da un sound proprio, compatto e dall’ottima produzione che mette in risalto ogni singolo strumento. Molto curato anche l’artwork: in copertina è raffigurato un gigante, sorta di messaggero di Dio, che ha il compito di forgiare le anime di uomini senza personalità, desideri, senza fede. Il forgiatore diventa quindi strumento per indirizzarli verso la retta via e salvarli; così come Cristo si è servito del suo sacrificio e del suo sangue per lavarci di tutti i nostri peccati. Da qui il nome Bloodforge.

Il primo dei tre brani qui presenti è Show you the way, pezzo marcatamente gothic in cui la tristezza è imperante ma una luce di speranza e di fede è alle porte perché "there’s a love that’s real / the light that shines from above / will show you the way". Facciamo qui la conoscenza di Sus Gramcianino dalla bella ed intensa voce liricheggiante. L’atmosfera è plumbea e dimessa fino all’entrata in scena della voce maschile che coincide con l’esplosione di un deciso guitar riffing cui segue un riuscito duetto delle due voci e di un’alternanza di giri di chitarra e basso. Oscure note di synth aprono invece Inside my mind dal ritmo marcatamente doom oriented. La voce della singer e le atmosferiche note di tastiera, che rimandano al passato, creano un sound particolare, sinistro e malinconico, spezzato da un trascinante passaggio prog con voce maschile al microfono. Nel finale il ritmo cresce culminando in un bel guitar solo. Le riflessioni aperte in questo brano, i dubbi su quale sia la vera e giusta strada da percorrere trovano risposta nell’ultima traccia, Morning star che, aperta da note flautistiche, è di sicuro e diretto impatto. Dopo l’emozionante refrain in cui si ripresenta il duetto tra i due singer qui arricchito da una voce parlata, il brano abbandona i ritmi lenti per un’inaspettata e powereggiante accelerata che si conclude serenamente placandosi all’illuminarsi del cammino: "The day has come / and I saw the morning star / that gave me true love / there’s no more cry…".

Sentiremo presto parlare dei brasiliani Bloodforge, e dalle premesse qui annunciate i commenti saranno sicuramente entusiastici. C’è da scommetterci: i ragazzi hanno tutte le carte in regola per far strada.

Ilaria Ricci

VOTO

83

 

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