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Ascoltando
attentamente i 17 minuti di questo mini si ha la netta impressione
di trovarsi di fronte ad un gruppo che farà sicuramente parlare di
sé in futuro. Il primo ascolto ha fatto rimanere a bocca aperta; i
seguenti non hanno fatto che aumentare la voglia di sentire al più
presto del materiale nuovo e di maggiore durata. Ma godiamoci
innanzitutto il presente. Il sorprendente disco è influenzato dai
più svariati generi, un trascinante e ipnotico gothic prima di
tutto, poi doom, heavy, prog… Il risultato finale è un lavoro dai
diversi rimandi (i primi Nightwish o accenni alla Virgin
Black) ma pur sempre caratterizzato da un sound proprio,
compatto e dall’ottima produzione che mette in risalto ogni singolo
strumento. Molto curato anche l’artwork: in copertina è raffigurato
un gigante, sorta di messaggero di Dio, che ha il compito di
forgiare le anime di uomini senza personalità, desideri, senza fede.
Il forgiatore diventa quindi strumento per indirizzarli verso la
retta via e salvarli; così come Cristo si è servito del suo
sacrificio e del suo sangue per lavarci di tutti i nostri peccati.
Da qui il nome Bloodforge.
Il primo dei
tre brani qui presenti è Show you the way, pezzo
marcatamente gothic in cui la tristezza è imperante ma una luce di
speranza e di fede è alle porte perché "there’s a love that’s real /
the light that shines from above / will show you the way". Facciamo
qui la conoscenza di Sus Gramcianino dalla bella ed intensa voce
liricheggiante. L’atmosfera è plumbea e dimessa fino all’entrata in
scena della voce maschile che coincide con l’esplosione di un deciso
guitar riffing cui segue un riuscito duetto delle due voci e di
un’alternanza di giri di chitarra e basso. Oscure note di synth
aprono invece Inside my mind dal ritmo marcatamente
doom oriented. La voce della singer e le atmosferiche note di
tastiera, che rimandano al passato, creano un sound particolare,
sinistro e malinconico, spezzato da un trascinante passaggio prog
con voce maschile al microfono. Nel finale il ritmo cresce
culminando in un bel guitar solo. Le riflessioni aperte in questo
brano, i dubbi su quale sia la vera e giusta strada da percorrere
trovano risposta nell’ultima traccia, Morning star
che, aperta da note flautistiche, è di sicuro e diretto impatto.
Dopo l’emozionante refrain in cui si ripresenta il duetto tra i due
singer qui arricchito da una voce parlata, il brano abbandona i
ritmi lenti per un’inaspettata e powereggiante accelerata che si
conclude serenamente placandosi all’illuminarsi del cammino: "The
day has come / and I saw the morning star / that gave me true love /
there’s no more cry…".
Sentiremo
presto parlare dei brasiliani Bloodforge, e dalle premesse
qui annunciate i commenti saranno sicuramente entusiastici. C’è da
scommetterci: i ragazzi hanno tutte le carte in regola per far
strada.
Ilaria Ricci |