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Attacco
orecchiabile di riff di chitarra: ecco come inizia l'album "All
Stand Together" dei Bloodgood. Il riff appartiene alla
apri pista S.O.S. La seconda traccia dà il nome
all'intero album. La band si forma
negli USA a Seattle nel 1984. Nel 1985 fanno una demo col nome di
"Metal Missionaries"; dopo l’album omonimo del debutto (1986)
hanno nell'87 un folgorante successo con "Detonation". La
line up attuale: alla voce Les Carlsen, alla chitarra Paul Jackson,
al basso Michael Bloodgood ed alla batteria David McKay.
Differiscono dalla formazione che ha creato il disco il batterista
(nella loro carriera i
Bloodgood
ne hanno cambiati ben cinque!) e l'aggiunta del tastierista Tim
Heintz. Dopo tante vicissitudini la band si scioglie nel 1994 e si
ricostituisce nel 2002. In questo lavoro vengono toccati molti
argomenti che vanno dal divorzio alla morte, all'amore di Dio.
Ma ora
riprendiamo l'ascolto del Cd. La terza traccia,
Escape from the fire,
viene introdotta da un intro di tastiera che risente ancora
parecchio dell'influenza degli ormai passati anni '80. Questo è
sicuramente uno dei migliori pezzi dell'intero album. Successive
alla terza sono Out of love, la bella ed appassionata
Say goodbye, che tratta l'argomento della morte. La seconda
metà del disco, più hard, è aperta dalla graffiante Kingdom
come. Al settimo posto troviamo Fear no evil,
all’ottavo Help me dedicata al tanto scottante
argomento del divorzio.
Rounded are
the rocks
è
seguita dalla ballata semiacustica Lies in the dark,
una delle migliori composizioni. Le ultime due
traccie sono Streetlight dancer e la ballata,
un po' "natalizia", Want to live in your heart.
Giudizio: il
disco contiene troppe canzoni che danno la sensazione di "déjà écouté", questo potrebbe essere anche sintomo di una parabola
discendente che stava attraversando questa storica band, e non a
caso infatti questo sarà il loro ultimo album studio.
Francesco Minicucci |