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Con questo omonimo debut album la band di Seattle
fece la sua comparsa all'interno del panorama hard'n'heavy degli
eighties: di lì in poi seguiranno altri quattro lavori studio e vari
Live, tutto questo fino al 1994. Quasi una decina di anni dopo quella
data che sembrava aver segnato la cessazione dell'attività musicale del
combo gli statunitensi sono tornati sulla scena con un Dvd, "Rock Theater", marchiato 2003. E non fu un
semplice fuoco di paglia questo come back: il ritrovato gruppo è infatti tuttora attivo e pare si stia attrezzando per un
clamoroso ritorno sul mercato con un nuovo full-length. Il capolavoro della loro
discografia è, e rimarrà sempre, "Detonation" e questo "Bloodgood" pur
essendogli precedente di un solo anno è distante ere geologiche dalla
qualità complessiva dell'altro, tuttavia contiene ugualmente spunti piuttosto
interessanti in una produzione non certo eccelsa.
Accept the lamb è un'opener che
stenta nonostante un heavy a tratti fascinoso, ma i cori psichedelici
settantiani sono piuttosto rivedibili; le cadenze, le note di basso di
Michael Bloodgood e le armonie vocali di Les Carlsen la fanno da
padrona. AOR-oriented con chitarra più protagonista, fasi lente ed
assolo enfatico è Stand in the light, seguita da
Demon on the run simile alla precedente, dove Les si prodiga in
acuti non troppo tali. Bella e calda è Anguish and pain
intrecciata nel songwriting, con un apprezzabile lavoro di guitar solos
e buone melodie vocali, preludio del capolavoro: Awake! è
infatti clamorosa! Incisivo e suadente heavy concluso qui si da un acuto
killer! Bello il drumming marziale di J.T. Taylor in Soldier of
peace, dove però le linee melodiche non convincono, al pari in
questo di You lose. What's following the grave
alterna un cadenzato inquieto con poco feeling ad un grandissimo riff
con un'armonia espressiva avvinghiante, l'assolo è ricco di enfasi e
l'acuto devastante: a sfumare è una bella polifonia. L'antisatanica
Killing the beast è impostata su un heavy ritmato e vanta un
cantato appassionato ricco di groove: gli acuti si alternano al coro.
Chiude il platter Black snake, veloce, con i tirati assoli
di David Zaffiro sugli scudi.
Liriche predicatorie ed anche apocalittiche (The
Day of Judgement is at hand / Terror will reign across the land / There'll
be anguish and pain / For all that remains / With a crashing of thunder
and a flashing of light / He comes like a warrior, a thief in the night
/ With crown's on His head, He's seeking His throne / The title of Lord
Sovereign King is His alone) il lavoro stenta decisamente all'inizio ma
il finale risulta più coinvolgente, il che è stato un buon antipasto di
ciò che seguì di lì a (molto) poco: "Detonation" fu un album che
arrivò a far gridare al capolavoro.
Vaake
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