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Al già corposo blocco di christian death band va ora aggiunto anche
questo interessante quartetto inglese che esordisce con un Ep di
circa 19 minuti suddivisi in cinque tracce. In "Insufficent Flesh"
buono è l'artwork, dove nel front cover appare una raffigurazione
del passo evangelico in cui la testa di Giovanni il Battista è
offerta da Erode per lo sfizio di Salomè, buona è la produzione ed
il suono, vario il songwriting e pulita l'esecuzione strumentale.
Nel complesso un lavoro non certo fenomenale ma che sarà apprezzato dai fans del death
possente, ruvido, cupo e chiuso a qualsiasi solare melodia. E sarà
apprezzato da tutti i whitemetallers quantomeno per l'appassionato
lavoro testuale; queste le parole che i Bloodwork piazzano in chiusura della release: "Behold a new dawn shall arise /
Creation in unspoilt beauty / The Immortal One shall reign with His
saints / A perfect eternity awaits me / A perfect eternity awaits
those who surrender to the Lamb of the world / our Lord and Saviour
Jesus Christ".
L'intro elettronico-rumoroso della traccia di
apertura, Hammerbrain, francamente non fa ben
sperare per il proseguo dell'ascolto, ma fortunatamente la
piccola tortura auditiva si arresta prima che la lancetta dei
secondi compia un giro completo, estinguendosi e dandoci la
possibilità di apprezzare il vero sound della band, che non è un
mediocre industrial quanto piuttosto un death pulito, ben
strutturato, cantato sia in screaming che in growling (stranamente è
utilizzato più il primo che il secondo) che qui per brevi istanti
propone anche oscuri riff puliti ed atmosferici, subito
sotterrati da break tirati a momenti, bui ed esplosivi ad altri. Un
pulito arpeggio, lontane voci e rade randellate percussionistiche
creano in Bloodshed una certa tensione, che sfocia in
un death assai possente su cui poi si inserisce la doppia voce di
cui dicevamo; un rallentamento consente di dare risalto al lavoro di
lead guitar, poi la traccia termina sparata.
Il continuo crescendo di intensità porta Dark is the day
ad un poderoso death, sia lento che più rapido, chiuso da bei deliri
in growl e scream. Eccoci al piccolo masterpiece della release:
Yet I walk. I riff iniziali rasentano la luminosità,
incupita però delle incessanti distorsioni; il suono si fa pulito
lasciando spazio al guitar work, ma è solo un intro per il momento più
entusiasmante del Cd, una oscura, devastante sfuriata death con
growl e scream, intervallata brevemente da una piccolo calo di pressione sonora
più orientato verso il tecnicismo. Chiude "Insufficent Flesh",
Perfect eternity, cambi di ritmo, accenni di intrecci chitarristici,
sound roboante, passaggi tirati. Un caloroso benvenuto ai
Bloodwork!
Vaake |