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BLOODWORK
Insufficent Flesh   (Ep)
death
2005 - Tarantula Promotions
(Inghilterra)
www.fil-systems.co.uk/tarantulapromotions/bw
 

Al già corposo blocco di christian death band va ora aggiunto anche questo interessante quartetto inglese che esordisce con un Ep di circa 19 minuti suddivisi in cinque tracce. In "Insufficent Flesh" buono è l'artwork, dove nel front cover appare una raffigurazione del passo evangelico in cui la testa di Giovanni il Battista è offerta da Erode per lo sfizio di Salomè, buona è la produzione ed il suono, vario il songwriting e pulita l'esecuzione strumentale. Nel complesso un lavoro non certo fenomenale ma che sarà apprezzato dai fans del death possente, ruvido, cupo e chiuso a qualsiasi solare melodia. E sarà apprezzato da tutti i whitemetallers quantomeno per l'appassionato lavoro testuale; queste le parole che i Bloodwork piazzano in chiusura della release: "Behold a new dawn shall arise / Creation in unspoilt beauty / The Immortal One shall reign with His saints / A perfect eternity awaits me / A perfect eternity awaits those who surrender to the Lamb of the world / our Lord and Saviour Jesus Christ".

L'intro elettronico-rumoroso della traccia di apertura, Hammerbrain, francamente non fa ben sperare per il proseguo dell'ascolto, ma fortunatamente la piccola tortura auditiva si arresta prima che la lancetta dei secondi compia un giro completo, estinguendosi e dandoci la possibilità di apprezzare il vero sound della band, che non è un mediocre industrial quanto piuttosto un death pulito, ben strutturato, cantato sia in screaming che in growling (stranamente è utilizzato più il primo che il secondo) che qui per brevi istanti propone anche oscuri riff puliti ed atmosferici, subito sotterrati da break tirati a momenti, bui ed esplosivi ad altri. Un pulito arpeggio, lontane voci e rade randellate percussionistiche creano in Bloodshed una certa tensione, che sfocia in un death assai possente su cui poi si inserisce la doppia voce di cui dicevamo; un rallentamento consente di dare risalto al lavoro di lead guitar, poi la traccia termina sparata.

Il continuo crescendo di intensità porta Dark is the day ad un poderoso death, sia lento che più rapido, chiuso da bei deliri in growl e scream. Eccoci al piccolo masterpiece della release: Yet I walk. I riff iniziali rasentano la luminosità, incupita però delle incessanti distorsioni; il suono si fa pulito lasciando spazio al guitar work, ma è solo un intro per il momento più entusiasmante del Cd, una oscura, devastante sfuriata death con growl e scream, intervallata brevemente da una piccolo calo di pressione sonora più orientato verso il tecnicismo. Chiude "Insufficent Flesh", Perfect eternity, cambi di ritmo, accenni di intrecci chitarristici, sound roboante, passaggi tirati. Un caloroso benvenuto ai Bloodwork!

Vaake

VOTO

77

 

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