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BOANERGES
Senales Antes Del Fin
 
BOANERGES
Más Allá Del Umbral
 
INTERVISTA
5/8/2009
 
 

 

BOANERGES
Hora Novena
power
2009 - Self
(Argentina)
www.myspace.com/boanergesmetal

 

Con grande sorpresa, sono tornati! Dopo l’ultimo Ep "Más Allá Del Umbral" e due split, riecco los hijos del trueno ("Boanerges" in aramaico) con un nuovo disco che contiene tre brani già pubblicati in questi anni e molti inediti. Fin qui le buone notizie, ma la cattiva è che, appena pubblicato il nuovo lavoro, il chitarrista Walter Estébez ha lasciato il gruppo per dedicarsi alla famiglia e a progetti personali. Nonostante ciò, il nuovo album è ricco di gradite sorprese, sospeso fra il classico e il nuovo sound.

Apriamo con l’epicissima Consumado es: sembra tratta da una pellicola fantasy; coro magistrale, fiati e batteria che segna il tempo di una marcia; urla di strazio che si mischiano a celestiali tastiere. Buon inizio! Si continua con la portentosa Un mundo diferente perché questo è "un mundo que se corompe sin Dios"; la batteria mantiene un ritmo veloce, colmato dalla presenta di archi e di tastiere; graditissima è la voce della vocalist appena effettata; magistrale solo di guitar. Title-track, Hora novena è puro power metal, con doppia cassa e riff di proverbiale notorietà, ma con l’energia alla quale gli argentini ci hanno ben abituati; anche in questa song, ci invitano a centrare la nostra vita in Dio, perché senza di Lui non ha giustificazione. Proseguiamo con Todo pasa nadie sabe che allieterà i fan di gruppi quali Divinefire o Mad Max; è da considerarsi uno dei pezzi più belli del presente lavoro, con i riff che non si sprecano, gli assoli di guitar più classici che mai e la bella voce di Gabriela Sepúlveda, ancor più ricca di carica e di potenza. Clacson e sirene di polizia aprono Vidas marcadas che come si può ben intuire è un manifesto contro il buttare via la nostra vita, alla ricerca dell’effimero. Musicalmente è un pezzo magnifico, impossibile non portare il tempo con la testa, impossibile non canticchiarlo già al primo ascolto. Un brano che live darebbe il meglio il di sé, perché tutto funziona alla perfezione! Intro di piano e voce per Mucho más por vivir: sofferenza espressa a regola d’arte per questa ballad dal sapore finnico (chi ha orecchi per intendere…) con un graditissimo stacco archi-chitarre. Percussioni di terre non troppo lontane aprono Tierras liberadas che possiamo definire un lavoro superbo soprattutto perché è ricco di ambientazioni orientali, le quali ritornano a chiusura del pezzo, e di cori a sostegno della vocalist, la cui voce non è sempre stata messa in evidenza da un mixaggio attento.

Il primo dei tre "non-proprio" inediti, Siglo virtual ha un’apertura dai tratti epici, in cui abbonda la presenza delle tastiere e del coro; molto bello è il lungo solo presente e i drums danno davvero il meglio di sé. La vocalist ci regala un’altra magistrale prova in El valor del presente, altra ballad ivi contenuta; la sua è una performance nuova, che ci dimostra il suo essere un’artista completa. È una ballad di grande impatto, introdotta da piano e voce, in cui si sprecano assoli di chitarra e giochi di voce; il testo, infine,  è un invito a rivedere il presente sotto la luce di Dio. Rifacendosi a un personaggio storico della letteratura spagnola, Extraño quijote ripercorre la strada del power più sinfonico a cui gli argentini pare che si siano avvicinati; la tecnica qui non manca, anzi sovrabbonda, basti pensare a un interessante assolo di chitarra acustica. Con Sueña si torna al power stile Sonata Arctica, che lascia pertanto spazio a importanti assoli delle sei corde e alla maestria di Gabriela, che in questo lavoro ha dato, forse, il meglio di sé. Terminiamo con La profecía cumplida, che è una bonus track; è la chitarra acustica a fare da apripista; dice il ritornello: "basta ya no te engañes/Dios no está muerto, él es real"; magistrale è l’assolo di acoustic guitar.

Ascoltare quest’album significa scoprire una band che è stata capace di rinnovarsi e di cambiare, pur mantenendosi fedele a se stessa. Ottima è la produzione e, nonostante gli ultimi colpi subiti, aspettiamo i live per apprezzare l’intensità delle loro song.

Roberta Cannone

VOTO

81

 

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