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BOANERGES
Senales Antes Del Fin
 
BOANERGES
Hora Novena
 
INTERVISTA
5/8/2009
 
 

 

BOANERGES
Más Allá Del Umbral   (Ep)
power
2003 - Self
(Argentina)
www.myspace.com/boanergesmetal

 

È sita in Argentina questa power band autrice con l'Ep "Más Allá Del Umbral" della sua terza release - ancora una volta autoprodotta - a seguito del lontanissimo Ep omonimo, risalente al 1993, e del full-length "Senales Antes Del Fin", di cinque anni posteriore. E da quest'ultimo sono dovuti passare altri cinque anni perché i nostri si ricalassero nella mischia; il risultato conseguito, va detto subito, è assai di qualità, l'Ep che stiamo trattando è un intenso power metal che può infatti vantare tutti i crismi. Come al solito nulla di troppo originale, ma questo solo perché il genere quanto ad innovazione non può offrire più niente se non strane miscele, ma può continuare di certo a deliziare i suoi fans con lavori perfetti. Il sound dei Boanerges, complici non secondarie le liriche rigorosamente in spagnolo, riporta alla mente i più celebri Tierra Santa, forse qui con un pizzico in più di passione e con un'orientazione più power rispetto all'heavy maideniano del sodalizio iberico. Nonostante tutto però qui una curiosissima peculiarità riluce: la prendo alla larga per conferirgli enfasi... Qual è uno dei cardinali stereotipi del genere? Tra i tanti di certo quello che vuole le voci dei cantanti power spesso piuttosto effeminate; beh, non è certo il caso qui, dato che ci troviamo di fronte al problema inverso; già, perchè sfido chiunque ascoltando il ruvido timbro vocale del (...) singer ad immaginare soltanto si tratti di una lei! Si, Gabriela Sepúlveda.

Héroes en soledad è l'opener, una gran song di power vigoroso e frizzante, mai troppo scontato e decisamente elaborato nell'ossatura ritmica. Cavalcate irrefrenabili e riffoni heavy, acuti spaccavetri e suadenti polifonie corali in backing, tastiere generatrici di pathos ed assoli impeccabili, ma anche refrain ultra catchy: che dire, non manca davvero nulla! Con una malinconia evocativa si apre invece la successiva La gran batalla. Gli accenni neoclassici solennizzano un power intenso e viscerale, le tastiere si aprono ad avvolgenti sonorità sinfoniche: ottime partiture intrecciate danno spessore tecnico ad una traccia ricca anche di buone polifonie e accattivanti chorus. L'acuto finale della brava e truce (vocalmente, s'intende) Gabriela è clamoroso! La terza Castillo fuerte (Eine feste burg) è un coro sacro a cappella di apprezzabile fascino, ma è solo un minuto netto interrotto dall'irrompere di Imperios y reinos col suo corposo power/heavy piuttosto fosco con protagoniste tastiere cupe, ma fatto anche di mid tempo esplosivi nonchè refrain appassionanti. Bella canzone. A chiudere i 24 minuti è inserita una cover degli Stryper, Soldiers under command, che francamente perde per KO nel confronto con l'originale, ma contiene un'interessante fase centrale di tastiere, riffoni heavy e mero power. E qui finalmente il grande paradosso che accennavamo emerge imbarazzante! La voce di Gabriela è assai meno "effeminata" ed alta di quella del leggendario Michael Sweet!, almeno dei tempi che furono. Curioso no?

Impegno del seguace della croce nel quotidian-sociale ma anche prospettive escatologiche, una fede senza alcuna remora di sorta è espressa nelle liriche. La produzione ha un buonissimo suono ma presenta alcune pecche di mixaggio. Tutto lascia ben sperare dunque per i Boanerges, peccato la band sembra davvero non avere il tempo da dedicare al progetto: tre release ognuna distanziata dall'altra un lustro, e di queste un solo full-length, frenano inevitabilmente dall'infatuarsi troppo per questo gruppo, altrimenti molto abile nel saper plettrare fascinosi arpeggi tra le corde emozionali degli astanti.

Vaake

VOTO

84

 

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