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È sita in Argentina questa power band autrice
con l'Ep "Más Allá Del Umbral" della sua terza release
- ancora
una volta autoprodotta - a seguito del lontanissimo Ep omonimo,
risalente al 1993, e del full-length "Senales Antes Del Fin",
di cinque anni posteriore. E da quest'ultimo sono dovuti passare altri cinque anni perché i nostri si ricalassero nella mischia; il
risultato conseguito, va detto subito, è assai di qualità, l'Ep che
stiamo trattando è un intenso power metal che può infatti vantare tutti i crismi. Come al solito nulla di troppo originale, ma questo
solo perché il genere
quanto ad innovazione non può offrire più niente se non strane miscele,
ma può continuare di certo a deliziare i suoi fans con lavori perfetti. Il sound dei
Boanerges, complici non secondarie le liriche rigorosamente in spagnolo,
riporta alla mente i più celebri Tierra Santa, forse qui con un
pizzico in più di passione e con
un'orientazione più power rispetto all'heavy maideniano del sodalizio iberico. Nonostante tutto
però qui una curiosissima peculiarità riluce: la prendo alla
larga per conferirgli enfasi... Qual è uno dei cardinali stereotipi del
genere? Tra i tanti di certo quello che vuole le voci dei cantanti
power spesso piuttosto effeminate; beh, non è certo il caso qui, dato
che ci troviamo di fronte al problema inverso; già, perchè sfido
chiunque ascoltando il ruvido timbro vocale del (...) singer ad
immaginare soltanto si tratti di una lei! Si, Gabriela Sepúlveda.
Héroes en soledad è l'opener, una
gran song di power vigoroso e frizzante, mai troppo scontato e
decisamente elaborato nell'ossatura ritmica. Cavalcate irrefrenabili e
riffoni heavy, acuti spaccavetri e suadenti polifonie corali in backing,
tastiere generatrici di pathos ed assoli impeccabili, ma anche refrain
ultra catchy: che dire, non manca davvero nulla! Con una malinconia
evocativa si apre invece la successiva La gran batalla.
Gli accenni neoclassici solennizzano un power intenso e viscerale, le
tastiere si aprono ad avvolgenti sonorità sinfoniche: ottime partiture
intrecciate danno spessore tecnico ad una traccia ricca anche di buone
polifonie e accattivanti chorus. L'acuto finale della brava e truce (vocalmente,
s'intende) Gabriela è clamoroso! La terza Castillo fuerte (Eine
feste burg) è un coro sacro a cappella di apprezzabile fascino,
ma è solo un minuto netto interrotto dall'irrompere di Imperios y
reinos col suo corposo power/heavy piuttosto fosco con
protagoniste tastiere cupe, ma fatto anche di mid tempo esplosivi nonchè
refrain appassionanti. Bella canzone. A chiudere i 24 minuti è inserita
una cover degli Stryper, Soldiers under command,
che francamente perde per KO nel confronto con l'originale, ma contiene
un'interessante fase centrale di tastiere, riffoni heavy e mero power. E
qui finalmente il grande paradosso che accennavamo emerge imbarazzante!
La voce di Gabriela è assai meno "effeminata" ed alta di quella del
leggendario Michael
Sweet!, almeno dei tempi che furono. Curioso no?
Impegno del seguace della croce nel
quotidian-sociale ma anche prospettive escatologiche, una fede senza
alcuna remora di sorta è espressa nelle liriche. La produzione ha un
buonissimo suono ma presenta alcune pecche di mixaggio. Tutto lascia ben
sperare dunque per i
Boanerges, peccato la band sembra davvero non avere il tempo da
dedicare al progetto: tre release ognuna distanziata dall'altra un
lustro, e di queste un solo full-length, frenano inevitabilmente
dall'infatuarsi troppo per questo gruppo, altrimenti molto abile nel
saper plettrare fascinosi arpeggi tra le corde emozionali degli astanti.
Vaake
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