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Cosa aspettarsi da un gruppo che nessuno, incluso
tu stesso, conosce? Assolutamente niente. Ed è proprio assolutamente
niente che mi aspettavo da questo mini album da parte dei canadesi
Breaking The Fourth Wall. Ma ecco che la mia assenza di aspettative
viene inondata da uno tsunami di stupore. I Breaking The Fourth Wall
si presentano con un sound mathcore grezzo e privo di pulizia da parte
della produzione, cosa che per me è già un ottimo segno.
Dall’apertura della prima traccia, You were
really pretty until you opened your mouth, capisco subito di non
avere tra le mie mani un debutto comune. Un po' hardcore-punk, un po'
sludge, tutto mathcore, la opener dimostra che, anche se si tratta di un
debutto, i nostri ci sanno fare. E se la opener non è abbastanza
convincente, la seguente Lovesick dovrebbe bastare: con
ritmi aggressivi ed ossessivi, come anche le lyrics, questo pezzo è tra
i migliori del platter; unica pecca l'essere un po' troppo corto, ma la
sua breve durata basta comunque a farmelo amare. Si passa ora alla
seguente song dall’ironico titolo Nobody names their kid Barbara
anymore, che apre con vocals parlate e ottimi ritmi alternati,
per poi passare a un eccellente breakdown. All’inizio questo brano passa
un poco inosservato, ma dopo il secondo minuto cambia marcia, e si
trasforma in qualcosa di irresistibile, specialmente nel contrasto tra
le chitarre melodiche e le vocals urlate. Parte aggressiva Murder
of crows, per poi passare ad una fase calma, forse l’unica in
tutto il platter; ma questa breve oasi serve solo da preparazione alla
tempesta che sta per arrivare, e questa tempesta si chiama New
wave feminism destroyed old fashioned family values:
inizialmente assolutamente aggressivo, con scream tipici dell’extreme,
passa poi ad una furia mathcore davvero spettacolare. Da notare anche la
presenza di organi, è la highlight del platter. E quando sembra che
l’album non possa contenere un’altra gemma, ecco che appare la closer,
The city's no place for a cowboy: sound tipico del gruppo
e poi una fase melodica (?) ...quest’album regala una sorpresa dopo
l’altra, onestamente melodie orecchiabili non me le aspettavo. Il pezzo
poi chiude furiosamente, donando all’ascoltatore un ultimo momento di
headbanging furioso.
Cos'altro posso aggiungere?, credo che questa
recensione parli da sé. I Breaking The Fourth Wall con questo
debutto hanno realizzato un lavoro a dir poco eccellente. I nostri sono
uno di quei gruppi poco conosciuti che meritano tantissimo. Album
consigliato a chiunque voglia una boccata d’aria fresca nel chiuso mondo
dell'hardcore.
Christopher Warman |