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Giunti ad un certo punto della loro oramai
ventennale carriera i fratelli Thompson di Louisville nel Kentucky
evidentemente decisero che era ora di smetterla di produrre capolavori
di heavy progressivo e di hard rock, così si votarono beati alle
sperimentazioni di ogni sorta, sempre seguendo le mode del momento. Qui
siamo nel 2001 e negli States impazza il fenomeno "nu metal":
ovviamente, ahimè, i Bride si adegueranno anche ad esso. Così in
"Fist Full Of Bees" tutti gli stilemi del genere si fanno
presenti, ma fortunatamente qualche residuo di hard rock è ancora
udibile. Gli assoli di Troy Thompson rincuorano rispetto all'autentico
shock nell'udire il mitico Dale Thompson rappare (si si, proprio dalla
parola "rap"...). I tempi cambiano, qui di certo in peggio.
Si parte con Too tired, riff
adrenalinici, cantato rappato e chorus nu: quanto dicevamo quindi,
purtroppo, è tutto vero. Hard rock ed hip hop si mescolano in
White house dando vita ad un rapcore letale per un old-schooler,
ma entusiasmante credo, nelle sue esplosioni e sfuriate ricche di
effetti, per gli open mind. Sperimentale, violenta e strabordante di
refrain è Beginning of the end, mentre altrettanto
sperimentale ma tranquilla nu-metallosa troviamo Dog the nine,
dove un acutone di Dale si disperde anonimo tra i tanti suoni... Una
buona lead guitar si fa notare in Bitter end, cantata con
gli effetti. Finalmente più hard rock è War che vanta un
lungo assolo. Riffing poderoso e stravaganze elettroniche sono presenti
in Never thought about going back, hard rock e nu/alternative
duettano invece nella fosca Soul winner. Cadenzata ed
esplosiva si mostra Jesus in me; le tre finali God,
California sunshine e Rollin' si agitano tutte su
terreni hard rock/nu zeppi di arricchimenti studio ma anche di refrain
catchy. A quest'ondata distruttrice per la band cult
resistono però le lyrics, fermamente ed inattaccabilmente predicatorie:
"God so loved the world merciful longsuffering / You never saw eternity
as something so beautiful / Awake to righteousness and cleanse your
hands / Jesus is the Son of God He is the Son of Man. / Accepted and
beloved at the cross an exchange / Deliverance, healing restoration
price paid / Manifest, transformed, all things new / My hiding place my
image my all in you".
Che dire dunque in definitiva di "Fist Full Of
Bees"...Se siete mentalmente aperti al nuovo musicale, ma davvero
tanto tanto, apprezzerete molto la vena modernista e trendy di una band
tecnicamente ineccepibile, ma se siete metallari di stampo meramente
classico ed amate i clamorosi Bride di "Show No Mercy" e
di "Live To Die" girate alla larga, anzi fuggite più veloci che
vi riesce da questo disco: entrandoci in contatto potreste essere
vittima di ingestibili attacchi allergici, da non dormirci la notte.
Dispiace, ma tant'è.
Vaake
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