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BRIDE
Snakes In The Playground
hard rock
1992 - Star Song Records
(USA)
www.myspace.com/bridemusic

 

Allora: prendete 30g di polvere da sparo, 25cl di sangue siculo-americano, due corna di toro texano, versate una bottiglietta di buon whiskey… cosa?! Una ricetta per una pozione magica?, sto dando i numeri? No, o almeno non proprio …stavo solamente usando delle metafore per indicare le influenze dei Bride: Guns N’ Roses, Bon Jovi, country, blues, funky, ecc., e si sentono, si sentono proprio tutte…forti e chiare! Ora premiamo play nel nostro hi-fi. "Gesù sta bussando alla porta del tuo cuore oggi", celebra una voce nera; rintocco di campana, sirena della polizia…ed eccolo!, il ritmo incalzante della batteria di Jerry McBroom! Così prende il volo la travolgente Rattlesnake! Hard-rock anni ‘80 allo stato puro! Il brano più elettrizzante dell’intero album.

Passati gli attimi di pura adrenalina di Rattlesnake è il turno di Would You die for me. I primissimi secondi sembrano rievocare il riff di Heartbreaker dei mitici Led Zeppelin, subito dopo, però, ci si accorge di aver preso un abbaglio. La voce di Dale Thompson, a metà strada tra quella di Axel Rose e John Bon Jovi, e di scuola "jangillana", la fa da padrona. Dopo un breve vociferare inizia Psychedelic super Jesus, hard rock condito con uno strato leggerissimo di rock-blues. Il cantante in un particolare attimo della canzone sembra rievocare la "performance hot" di Robert Plant in Whole lotta love ("Led Zeppelin II"). Fallout sembra riprendere il brano precedente anche se con un ritmo più accattivante. Finalmente siamo giunti al divertente country-blues di Saltriver shuffle, peccato la breve durata; il brano si conclude con un richiamo a Rattlesnake. Probabilmente siamo giunti ad un’altra perla del disco, assieme a Rattlesnake, del buon hard rock non c’è che dire: Dust through a fan. Ritmo incalzante, pause al punto giusto e finale blues fanno di questa canzone uno dei punti di forza del disco!

I miss the rain è forse la nuova Hotel California degli Eagles? A questo punto troviamo una ghost track di 21 secondi, strumentale, con finale quasi grunge che fa da apripista al brano successivo: Don’t use me, in perfetto stile Bon Jovi con il basso di Rick Foley in evidenza che scandisce egregiamente il tempo. Struttura hard-rock con riff quasi grunge…tutto questo è Picture perfect. Ecco che inizia Love money, altra dimostrazione di sopraffina tecnica canora del mitico Dale Thompson. Some things never change: hard-rock misto a funky! Altra ghost track che apre le porte per la ballad Goodbye…forse un arrivederci al successivo lavoro?

Francesco Minicucci

VOTO

89

 

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