|
Allora: prendete 30g di polvere da sparo, 25cl di sangue
siculo-americano, due corna di toro texano, versate una bottiglietta
di buon whiskey… cosa?! Una ricetta per una pozione magica?, sto
dando i numeri? No, o almeno non proprio …stavo solamente usando
delle metafore per indicare le influenze dei Bride: Guns
N’ Roses, Bon Jovi, country, blues, funky, ecc., e si
sentono, si sentono proprio tutte…forti e chiare! Ora premiamo play nel nostro hi-fi. "Gesù sta bussando alla
porta del tuo cuore oggi", celebra una voce nera; rintocco di
campana, sirena della polizia…ed eccolo!, il ritmo incalzante della
batteria di Jerry McBroom! Così prende il volo la travolgente
Rattlesnake! Hard-rock anni ‘80 allo stato puro! Il brano
più elettrizzante dell’intero album.
Passati gli attimi di pura adrenalina di Rattlesnake
è il turno di Would You die for me. I primissimi
secondi sembrano rievocare il riff di Heartbreaker dei
mitici Led Zeppelin, subito dopo, però, ci si accorge di aver
preso un abbaglio. La voce di Dale Thompson, a metà strada tra
quella di Axel Rose e John Bon Jovi, e di scuola "jangillana", la fa
da padrona. Dopo un breve vociferare inizia Psychedelic super
Jesus, hard rock condito con uno strato leggerissimo di
rock-blues. Il cantante in un particolare attimo della canzone
sembra rievocare la "performance hot" di Robert Plant in Whole
lotta love ("Led Zeppelin II"). Fallout
sembra riprendere il brano precedente anche se con un ritmo più
accattivante. Finalmente siamo giunti al divertente country-blues di
Saltriver shuffle, peccato la breve durata; il brano
si conclude con un richiamo a Rattlesnake.
Probabilmente siamo giunti ad un’altra perla del disco, assieme a
Rattlesnake, del buon hard rock non c’è che dire:
Dust through a fan. Ritmo incalzante, pause al punto giusto
e finale blues fanno di questa canzone uno dei punti di forza del
disco!
I miss the rain è forse la nuova Hotel California degli Eagles? A
questo punto troviamo una ghost track di 21 secondi, strumentale, con
finale quasi grunge che fa da apripista al brano successivo:
Don’t use me, in perfetto stile Bon Jovi con il basso
di Rick Foley in evidenza che scandisce egregiamente il tempo. Struttura hard-rock con riff quasi grunge…tutto questo è
Picture perfect. Ecco che inizia Love money,
altra dimostrazione di sopraffina tecnica canora del mitico Dale
Thompson. Some things never change: hard-rock misto a
funky! Altra ghost track che apre le porte per la ballad
Goodbye…forse un arrivederci al successivo lavoro?
Francesco
Minicucci |