Italian Christian Metal Website  -  Il sito italiano dedicato al Metallo Cristiano

Menu

 
 
Band Links
 
BRIDGESHADOWS
Bridgeshadows
 
 

 

BRIDGESHADOWS
Pray For Rain
industrial
2008 - Youngside Records
(USA)
www.myspace.com/bridge_shadows

 

"Let the rain fall!".
Questo è il grido, l'esortazione, la speranza che rimane nella testa una volta terminato l'ascolto di "Pray For Rain". L'avvento di una pioggia lenitrice che sciacqui via le nostre tensioni, i nostri affanni; la nascita di un luminoso raggio di sole che perfori le tenebre che spesso ci accompagnano.

"Pray For Rain" è lavoro molto ben composto, con particolare risalto dato alle due splendide voci. Le atmosfere risultano a tratti soffuse a tratti esplosive, ma in ogni caso sempre brillanti. Fin dall'opener Feedback si capisce che i nostri non scherzano per nulla e la successiva Do you feel? ne è la palese conferma. Voce maschile corposa, voce femminile leggera e fatata, riff incisivi e squadrati ed un complesso di beat e tastiere che manderanno in giubilo le orecchie degli amanti di questo genere. Due brani molto belli che fanno da apripista ai tre pezzi fondamentali, probabilmente i meglio riusciti dell’intero album: Cold day in hell, I want to die e Waters run deep. Tre tracce a dir poco splendide, caratterizzate da magnifiche atmosfere avvolgenti e fumose e da un fortissimo rapporto empatico che la band riesce ad instaurare con l’ascoltatore mediante melodie e linee vocali che sfociano a tratti nell’immensa grazia poetica. Canzoni capaci di far immergere l’ascoltatore in una dimensione fatta di dolcezza ed elegante malinconia, una dimensione in cui il cuore si scoglie placidamente in un ruscello primaverile ricolmo di freschezza e di vita. La voce di Bethany danza leggera e garbata attorno ad un’aura decadente, ma al tempo stesso incanta ed incantevole; ci accompagna assieme a Jonathan fra le sofferenze di un freddo giorno trascorso all’inferno e il desiderio di morire, fino a giungere alla preghiera della pioggia, affinché essa possa lavarci e purificare il nostro spirito. L’ultima delle tre, Waters run deep, non è altro che l’antefatto della title-track Pray for rain. Questo brano è caratterizzato da un incedere più esplosivo e dinamico rispetto alle precedenti tracce. Tale esplosività è senza dubbio derivante da un utilizzo delle chitarre più costante e da un riffing massiccio e semplice, ma nello stesso tempo davvero efficace. Tutto poi confluisce in un ritornello energico, la cui peculiarità è certamente lo splendido duetto fra i due singer, enfatizzato nel finale.

La successiva The art of letting go si apre con un caldo beat che invade la mente dell’ascoltatore, come il tepore che ci pervade quando in noi dimora la speranza. Sensazione riscontrabile in ogni istante del brano e del disco. Dopo una strofa sinuosa e tenue si schiude un chorus deciso, ma nello stesso tempo delicato e sereno. Così come dovrebbe essere la nostra mente nell’affrontare gli affanni della vita. Cry for mercy, purtroppo, si dimostra non al livello degli altri pezzi. Di certo non è una brutta canzone, ma non lascia un segno molto profondo e non sortisce l’effetto desiderato. Un calo di concentrazione comprensibile. L’attenzione, quindi, ricade immediatamente su Rose, altro brano soave e lieve come la voce di Bethany. La gran parte di esso è caratterizzata da un’impostazione onirica e dolce, quasi un timido sussurro che pone nell’anima una piccola scintilla, prima di una solenne chiusura, quasi epica. La chiusura del platter è affidata a due tracce totalmente incentrate sull’energia, la potenza e l’esplosività sonora: Let this begin e Dust to dust. Nella prima ritroviamo delle chitarre prepotenti e robuste, affiancate da un ammasso incontrollabile di beat e tastiere che rende ancor più coinvolgente e trascinante il pezzo. La seconda potrebbe essere definita come "il pezzo cattivo" dell’album, essendo contraddistinta da un uso di tutti gli strumenti, comprese le voci, spregiudicato e particolarmente impetuoso. Aspetto difficilmente riscontrabile in altre parti del disco. Tuttavia la componente atmosferica/evocativa non viene messa da parte, ma risulta comunque presente e fondamentale, pur avendo il suo punto di maggiore risalto nel finale. Alcuni istanti di silenzio, ed ecco che un’altra track nascosta. Una vera perla da gustare lasciandosi trascinare dal suo incedere quasi marziale, per chiudere splendidamente quest’ottimo disco.

Un lavoro capace, in taluni punti, di sfiorare l’eccellenza artistica. Un album pregno di emozioni e passione, carico di pathos, capace di guidarci in un viaggio attraverso una boscaglia nebbiosa, durante un temporale primaverile. Sotto un cielo nostalgico, pieno di nubi, la pioggia scende lieve e costante, accarezzandoci. Una notte apparentemente buia e priva di stelle, ma che invece viene riempita d’un tratto da una rigogliosa e traboccante sorgente luminosa. E con questa luce nel cuore, con questa gioia nelle orecchie, che questa passione nelle vene, i Brigdeshadows ci salutano e ci danno appuntamento alla loro prossima release, speriamo altrettanto brillante e preziosa.

Enrico Maria Di Timoteo

VOTO

90

 

 Best view:  No Firefox!   Optimized:  FONT: Old-English ( —> download Old-English font <—); SCHERMO: 1280x1024   Credit:  Template by Vocinelweb.it