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Ottimo esordio per questa
brutal death metal band proveniente dall’Oklahoma, che non a caso firma
per la label che allo stato attuale, probabilmente, sta mettendo a segno
più punti positivi nell’underground white metal, ovvero la Sullen
Records. In realtà questo disco era stato rilasciato nel 2008 come
autoproduzione ma per fortuna adesso può, con questa opportunità,
arrivare a più gente.
"Forever In Flames" si presenta compatto e pesante come un
monolite di dimensioni immani, prendendo spunto dai maestri del genere
quali Morbid Angel, Immolation, Suffocation e
Vile, e non si sposta mai da queste coordinate, inanellando una
serie di canzoni devastanti e piuttosto convincenti. Velocità, tecnica,
stop n'go e ripartenze al fulmicotone saranno presenti a iosa in questo
platter sin dall’opener Yeshua, e proseguendo senza tregua
con altre mazzate, tra le quali io menzionerei soprattutto Issue
of blood, che presenta un rallentamento che vi farà spezzare il
collo, poi la violentissima Unworthy, con al suo interno
anche dissonanze di chitarra molto interessanti, oltre ad una fitta
trama di riff morbosi e schiaccianti. Fanno inoltre comparsa di tanto in
tanto assoli in puro stile Slayer, donando alle canzoni un'aurea
vagamente psicotica e schizofrenica. Continuare a menzionare singoli
episodi non sarebbe comunque il massimo a mio avviso, perché il disco in
questione non annoia praticamente mai e la sua breve durata, che non
raggiunge la mezz’ora, è per me un merito e non un demerito, perché il
disco in questo modo riesce a catturare lungo tutto il minutaggio
l’attenzione dell’ascoltatore, tartassandolo a dovere per quanto basta e
non oltre. Da rilevare inoltre la buona prestazione del combo nel suo
insieme, che è solo lievemente penalizzato da una produzione non
disprezzabile, ma che avrebbe donato ben altra dinamicità se fosse stata
leggermente più curata e professionale. Mi riferisco soprattutto alle
chitarre, che forse suonano leggermente spente a scapito di una batteria
invero devastante sia per esecuzione che per scelta dei suoni. Ma niente
paura, queste sono piccolezze che non intaccano un’opera che soddisferà
la voglia di brutalità e di death metal (quello autentico, senza troppi
fronzoli) tra tutti i sostenitori del genere, che siano o meno amanti
del cosiddetto filone “white”.
Ma mi sorge solo una domanda a questo punto: c’è ancora qualcuno così
limitato da lasciarsi sfuggire tali perle solo in nome di un messaggio
lirico che viene disprezzato tante volte solo per partito preso? Mi
auguro di no, ma la realtà purtroppo sembra dimostrare proprio questo.
Peggio per chi non vuole aprirsi mentalmente quindi. Io, senza troppi
indugi, mi riascolto questo "Forever In Flames" con molto piacere
e senza pormi inutili barricate.
"Infected"
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