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Che in America sia strapieno di gruppi che uniscono
metal ed hardcore, dando vita a una moltitudine di generi come l'emocore
o lo screamo, è ormai risaputo, ciò non toglie però che in mezzo a tale
folla di ragazzini ci siano spesso band molto valide. Questo è il caso
dei Burden Of A Day, quintetto metalcore/screamo proveniente
dalla Florida. Ascoltando "Blessed Be Our Ever After", seconda
loro release, si possono notare molte influenze core e screamo di grandi
della scena come As I Lay Dying e Underoath, tuttavia il
platter risulta comunque molto piacevole e mai ripetitivo.
Apre le danze una breve title track cantata quasi interamente in clean
che prepara il terreno per Pt. 2 Sometimes they do,
caratterizzata dall'alternanza tra hardcore punk e potenti stacchi
thrash metal; nella seconda parte troviamo un passaggio verso una
melodia più emotional, accompagnata da riff più leggeri. Segue
Sorry seacrest it's casey's countdown, violenta traccia
metalcore con growl/scream alternato a passaggi in clean e cori nel
refrain con riff post-metal; a questo si aggiunge un intermezzo melodico
caratterizzato da un coro stupendo ed evocativo (This moment's ours to
stoke the vision burning in our hearts / We stand together voice's
strong / our message let it burn), subito dopo il quale si ritorna con
la violenza core per una chiusura che prepara all'inizio di The
smile that kils, track caratterizzata da riff core perfettamente
armonizzati tra loro ma che sono costretti a penalizzare il loro
potenziale ritmico a causa di frasi troppo corte che portano i riff a
essere sempre brevi e ripetitivi. Passiamo a It's lonely at the
top (or so I've heard), una delle song più controverse del
platter in quanto dall'intro palesemente hardcore punk passa a un
momento di esasperazione violenta, per poi arrivare a rallentare il
ritmo rendendo l'atmosfera più triste e malinconica. Dopo questo
passaggio vorticoso di stili nel refrain viene perso quasi tutto, con il
chorus accompagnato da arrangiamenti punk moderni che, sebbene possano
anche essere piacevoli e orecchiabili, dopo due-tre ascolti diventano
monotoni e noiosi.
E' il turno di My shelter, potente e
suggestiva traccia grazie anche al growl/chorus che rende perfettamente
la situazione descritta nella lyric, ovvero il dubbio se rimanere
attaccati a ciò che si ha, consapevoli della presenza costante del
peccato, o se combattere e morire a se stessi per sconfiggere il male (Why
did you have to go, This city loves you / To kill the monster That has
never shown it’s face / This ghost that haunts you), dubbio che viene
risolto grazie alla costante presenza di Dio (Know that God knows your
worth dying for / God still knows your here). Battle for hoth
è un discreto brano screamo con riff core, scream disperato alternato al
clean: ma purtroppo perde moltissimo nella parte finale, in cui alla
voce troviamo coretti non all'altezza delle precedenti song accompagnati
da riff decisamente troppo punkeggianti. Umbrellas è una
splendida strumentale malinconica e riflessiva, che ci concede qualche
secondo per riprendere il fiato prima di Monster among us,
che è metalcore violento e aggressivo, caratterizzato da riff emocore
che in alcuni casi vengono sostituiti da riff pesantemente thrash (anche
se poi il refrain diventa leggermente confusionario per via delle troppe
sovrapposizioni tra scream e clean). Chiudono White coats and
their medicine e I'm only laughing on the outside,
due tracce emocore e malinconiche, ma anche piene di speranza: "I’m
calling out to you, Can you hear me, Just believe / God will not be
called dead, He will show himself strong, In due time".
In conclusione: le premesse ci sono, e sono anche buone, ma non sempre
vengono utilizzate al meglio. Il disco è facilmente orecchiabile e
assimilabile fin da subito, solo in alcuni casi diventa un po' noioso.
Certamente chi ama il lato più oscuro e violento del metalcore lo
troverà di poco conto, ma non bisogna farsi influenzare dal fatto che
gruppi core/screamo abbondino negli States, anzi bisogna rivalutare
proprio quelli che meritano veramente. E i Burden Of A Day fanno
parte di questi ultimi.
Francesco Pellegrino
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