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Uscito autoprodotto e di lì a poco ripreso e
riedito dalla Son Of Man Records alla vertiginosa tiratura di, pensate,
25 copie (!), questo Demo Ep "Final Assault" rappresenta l'unica
release dei Cabalistic, one man project californiano che risponde
al nome di Josh, polistrumentista e singer. In realtà il progetto
Cabalistic dopo questa uscita si amplierà con l'inserimento del
drummer Chad e del singer Armando (Eulogium), divenendo sodalizio
senz'altro di potenziale interessante; peccato quindi che la nuova
fratellanza si sia presto arenata, peraltro ad un passo dalla
conclusione dell'annunciato full-length "To End All Suffering", e
dopo aver prodotto altre tracce varie, ora poste ascoltabili sul
MySpace.
Raw black di un grezzume inverecondo, la produzione
delle sei tracks è piuttosto modesta, così come l'esecuzione: eppure nel
complesso il disco riesce a generare un certo malato fascino, nonostante
musicalmente sia davvero poca cosa. Lyrics antisataniche nel più
pedissequo Horde style, ad introdurci nell'oscuro e viscerale
universo dei Cabalistic è The rise and fall of the
blasphemus Anti Christ, dove le chitarre dalle distorsioni quasi
depressive coprono ogni altro suono, sia esso la malmenata doppia cassa
piuttosto che il solo schizoide o i narrati in growl. Raw black
tormentato e triturante anche per Final assault (Before
even the dawn of time / victory had already been decided / Tyranists
would not stand firm / God has the masterplan and Satan must bow / Bow!
Tyrants and demons from the gates / Behold your time hast come / At last
we see victory / Conquerers, we are mighty in Christ / Satans death will
be our strength / Uphold your God arise), dove l'up-tempo vorticoso con
screaming sfibrante le corde vocali è la regola, tutto il resto (ben
poco) l'eccezione. Blastbeats incontrollati e caoticità a seguito di un
ipnotico intro-riff per Desolate cries (An Empty soul,
burrdened with death / Morbid thoughts, a cluttered reality /
Unspeakable pain, a worold of emptiness / Is there a chance for
salvation?), ancora pestaggi ancestrali per Goatlord.
Arriviamo così alla traccia più strutturata e ammaliante dell'Ep,
Blackened reality: il mood diviene ancor più buio, lo screaming
riecheggia nell'oscurità noise, e quando si inizia a randellare la
strumentazione viene divelta; finale per una vaga epicità con ambient
temporalesco e scoccare doom di campane. Conclude la bonus Valley
of the shadow per la release della Son Of Man: qui i suoni sono
meglio bilanciati, ma anche più puliti, e i Cabalistic in questa
versione si apprezzano di più.
Peccato che questa evoluzione non abbia avuto
seguito, peccato che tutto quello che dei Cabalistic abbiamo è
solo questo lavoro appena sufficiente, quando invece loro ci avevano
fatto pregustare bagliori di foschi orizzonti decisamente più seducenti.
Vaake
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