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I Cage nascono nel 1992, in quell'America
che tanto ha sfornato, e continua tutt'ora a sfornare, in termini di
white metal bands, e che tanta popolarità sta regalando ai gruppi
appartenenti a tale movimento. E' da dire però che agli esordi i Cage
non erano affatto una christian band, tutt'altro! E' infatti solo da
questo "Darker Than Black", che andremo ora a scoprire, in poi
che il tema del cristianesimo ha iniziato sempre di più a insinuarsi nei
lavori del quintetto, valendogli il titolo di christian metal band.
L'accostamento della band al movimento ha trovato conferma nella recente
partecipazione del gruppo, addirittura in veste di headliner, all'Elements
of Rock del 2009, il più importante e prestigioso festival white metal a
livello europeo, convincendo così anche i christian metallers più
scettici. La line-up è quanto di più classico si possa trovare nel
reparto heavy/epic: un vocalist, ossia il talentuoso Sean Peck, che ad
oggi ha ben pochi rivali in quanto a potenza; due chitarre, Dave Garcia
e Anthony Wayne McGinnis, ed ovviamente un bassista, Mike Giordano, ed
un batterista, Mike Nielsen. Formazione questa che rimarrà invariata
anche nel seguente album, "Hell Destroyer". Sono tutti musicisti
dalle incredibili doti tecniche ed esecutive, forse un po' carenti in
fase compositiva (l'influenza dei Judas Priest, in special modo
del loro album "Painkiller", è palese), ma quando un disco è così
coinvolgente e capace di far scapocciare come solo i sommi maestri sanno
fare, non ci si presta più di tanta attenzione. La copertina raffigura
un guerriero alato che, armato di una spada infuocata, combatte un
demone e le creature infernali ai suoi servigi; una sorta di preludio a
quello che è il contenuto del disco: un'epica battaglia tra melodia e
potenza, che infine si fondono in una struttura musicale di assoluto
prestigio.
Darker than black, la title track, è un'intro parlata che
ci conduce subito alla prima vera canzone, Kill the Devil,
perfetta sintesi dello stile proprio del disco: potenza e melodia, come già detto, si
uniscono perfettamente nell'intrecciarsi di riffs e solos che, insieme
alla precisissima base ritmica, sostengono alla perfezione la possente
ed epica voce di Peck. Appena dopo cinque minuti circa, il Cd conquista
l'ascoltatore. Le buoni impressioni iniziali vengono confermate nella
successiva Chupacabra che, per quanto meno coinvolgente, sorprende per la
sua aggressività, con tanto di scream alternato al clean durante la
strofa (cosa che si ripeterà nello svolgersi dell'album, in altre tracce)
e l'utilizzo di una sorta di growl come back vocal nel ritornello.
Blood
of the Innocent viene aperta da una scala orientaleggiante, per poi evolversi
ancora una volta in pura potenza metallica. Molto bello il refrain.
Eyes
of obsidian invece ricorda vagamente gli Iron Maiden di
"Powerslave", soprattutto
per quanto riguarda il lavoro di chitarre e basso. Nella seguente
Philadelphia experiment è da segnalare un approccio power
metal: uso del
doppio pedale da parte di Nielsen, riff tagliente e back vocals corali
nel refrain, oltre che l'utilizzo di una voce più acuta, ma non per
questo meno potente, nella strofa. Un altro brano da menzionare è White
magic, nella quale clean acuti e bassi si alternano con scream e growl, in
quella che è forse l'unica traccia che, oltre che per la perfezione
nell'esecuzione, brilla anche per originalità. In Secrets of Fatima,
pur
se è una song maggiormente votata alla melodia, assistiamo ancora ad
un insolito utilizzo di voce scream su base heavy. Dulcis in fundo, a
chiudere il disco è quello che è a mio avviso il brano migliore della
track-list di questo bellissimo full-length, insieme a Kill the Devil,
ossia Wings
of destruction, dalla durata di ben otto minuti e mezzo circa. Aperto da
un fantastico arpeggio, il brano si evolve tra riff intrisi di metallica
epicità, doppio pedale a manetta, pregiatissimi assoli e melodiche back
vocals nel refrain, oltre che, ovviamente, l'inimitabile potenza vocale del
singer.
Potenza, melodia, aggressività. L'essenza dell'heavy
metal è stata sintetizzata ed eseguita alla perfezione, e racchiusa in
questo fantastico, imperdibile disco, che ha saputo trovarsi un posto
tra le preferenze di molti metallari, cristiani e non, di tutto il
mondo. Grande acquisto per il metal cristiano.
Enrico Riccobene
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