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Darker Than Black
 
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Hell Destroyer
 
INTERVISTA
19/12/2009
 
 

 

CAGE
Science Of Annihilation
heavy
2009 - Music Buy Mail
(USA)
www.myspace.com/cageheavymetal

 

Tra le tante innovazioni e sperimentazioni che stanno invadendo il mondo del metal negli ultimi anni, c’è ancora chi rimane fedele a quel buon vecchio caro heavy metal, quello dove trovi ancora quei singer che con la loro voce raggiungono ottave impensabili per noi comuni mortali, dove quei riff di chitarra sanno veramente di acciaio, dove gli assoli sono sempre più veloci e vorresti non finissero mai, e dove basso e batteria sanno sfornare ancora quelle cavalcate da headbanging furioso, che maestri come gli Iron Maiden, tanto ci hanno fatto amare. E tra queste band, come non citare i Cage, autori di un heavy solido, roccioso e veloce in pieno stile Judas Priest? Dopo l’ottimo "Hell Destroyer", il 2009 è l’anno di "Science Of Annihilation", e considerando il precedente, le aspettative erano davvero altissime.

Per l’album in questione, dopo un intro parlato, si parte subito a mille con Planet crusher, dove il nostro singer Sean Peck, strofa dopo strofa, va sempre più in alto con i suoi acuti, pompando il brano a dismisura. Già dalla prima traccia ci rendiamo conto di dove andrà a finire l’album, sarà sicuramente all’altezza di "Hell Destroyer". Ma proseguiamo, e la successiva è Scarlet witch, probabilmente uno dei momenti più alti di tutto il full-length: un continuo susseguirsi di rallentamenti e accelerazioni improvvise, dettati dall’impeccabile Norm Leggio, mentre è di nuovo perfetta la prova ai microfoni di Sean Peck. La quarta traccia è Spirit of vengeance, un’unione tra velocità, aggressività e riff tipicamente hard rock, mentre la quinta Black river falls è una bellissima cavalcata che raggiunge il suo apice durante l’intermezzo semi-acustico che dà quel tocco epico che ancora mancava. Giunti a questo punto, "Science Of Annihilation" subisce un leggero calo con Operation overlord, che è comunque un brano ben eseguito, ma forse troppo ripetitivo. Si cambia stile con Power of a God, in cui per un po’ si lascia da parte la velocità a scapito di riff più lenti e cadenzati. Da evidenziare le lyrics, a quanto pare le uniche tendenzialmente cristiane, dato che finora i testi erano basati su storie di fantascienza: "Out of the emptiness / A flash engulfed the blackness of the night / On the seventh day / He waved His hand / And said there be light / Out of the vastness of the universe / He made He lives alone / His infinity onnipotence". Dopo questo intermezzo, ecco che si riparte ancora in quarta con Speed kills, e già dal titolo potete capire a cosa andrete incontro durante l’ascolto, e vi assicuro che la sua velocità ed energia saranno d’impatto. Potrete poi ancora apprezzare i bellissimi solos intrecciati di Stranger in black o gli intermezzi hard rock di Die glocke, prima della title-track Science of Annihilation, divisa in tre episodi (Spectre of war, Science of annihilation e At the the edge of infinite), che nel complesso è una suite caratterizzata da un climax incredibile e da momenti estremamente epici.

"Science Of Annihilation" è un full-length tutto d’un pezzo, roccioso e senza troppi fronzoli: è puro heavy metal suonato come si deve, ovvero con tantissima passione. Lo trovo migliore anche di "Hell Destroyer", che a mio parere è un po’ troppo prolisso rispetto a questo, peraltro curatissimo anche nei dettagli grafici, con un booklet ricco di foto e disegni in stile fumetto collegati alle lyrics dell’album. Finalmente un boccata d’aria per i veri true metal heads, fatelo vostro, non vi deluderà.

Daniele Fuligno

VOTO

90

 

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