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INTERVISTA
10/06/2008
 
 

 

CAUL
Apophasis
dark ambient
2006 - Dark Winter
(USA)
www.myspace.com/caulmusic - www.caul.org

 

Stavolta Brett Smith ha decisamente esagerato! Già, di cosa trattano infatti le sue nuove "trippiche" visioni orfiche? Ce lo spiega lui stesso con un sinistro candore nelle info di questa sua ultima creazione: "Apophasis is 'negative theology', a view of God determined by defining what God is not". Quindi il suo trascendentaleggiante dark ambient stavolta vuole "parlarci" (le virgolette sono d'obbligo non essendo qui presenti voci né, viene da sé, testi) nientemeno che di apofatismo, ossia di "teologia negativa": sorta in ambienti neoplatonici e sistematizzata poi da Dionigi l'Areopagita, conscia del fatto che tra Dio creatore e l'uomo creatura c'è un abisso infinito e che, per questo, nessuna definizione razionale può soddisfare il concetto di Dio, la teologia apofatica (termine che deriva dalla logica aristotelica per indicare la negazione, in contrapposizione al catafatico, l'affermazione) parla di Dio "per viam negationis", come cioè causa universale delle cose create: quindi con ciò si può affermare quello che Dio non è: non è finito, non è creato, non è corporeo, non è mortale, ecc. Tuttavia per una comprensione più diretta dell'Assoluto i seguaci dell'apofatismo finivano per intraprendere, come sola reale e superiore possibilità gnoseologica, la via mistica. Ed è proprio quello a cui punta Caul.

Un unico lungo brano - ovviamente title-track, Apophasis - per una proiezione stavolta elucubrativa di dark ambient, a tratti minimale, a tratti ridondante, in altri ancora infarcito di saliscendi sonori, generati dal solito magistrale synth, non però solitario dato il reiterato apparire nella struttura compositiva di percussioni tribali e, sul finire, di lontani rintocchi di piatti. Non mancano effetti speciali quali spirare sintetico di vento, accenni futuristici, fluttuazioni oniriche e ascensioni auditive improvvise da quell'atmosferico tappeto buio e nebbioso che pervade tutto "Apophasis". Il finale è più intenso grazie a turbolenze aeree provocate ed una spirale vorticosa che impressionano se paragonati a quell'esplicito silenzio tombale che per diversi secondi lascia col fiato nei polmoni ed un interrogato stato d'attesa. Il finale è per un cuore che pulsa. Leitmotiv, quindi motivo ricorrente dell'album sarà un cigolio di porte, che forse va a significare i vari tentativi di ricerca razionale del Vero Supremo, non a caso seguiti spesso da aperture misticheggianti, ossia la neoplatonica via del raggiungimento dell'Uno.

Tirando le somme non siamo certo al cospetto della sua generazione meglio avvenuta, più di un pizzico meno ispirata, varia e penetrante del solito, ma tuttavia è pur sempre il demiurgo Caul ad operare, ossia la crème de la crème del dark ambient attuale.

Vaake 

VOTO

77

 

 

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