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Inizialmente quella voce mi aveva fatto desistere.
Non mi piaceva proprio. Profonda ma anche nasale, prolungata, non era la
voce che chiedevo da un gruppo gothic. Ma poi i chitarroni si alzano e
ho mandato la voce al diavolo, continuando ad ascoltare questo dischetto
prelibato. I Century Sleeper infatti appartengono a quella
schiera di band che usano il gothic metal come una calamita
irresistibile, un po' dannate e un po' ruffiane, che ti catturano con le
melodie e le distorsioni grosse e sature, che conoscono le armi per
attrarre. Che poi, se andiamo ad analizzare nel dettaglio, non si tratta
in fondo di una musica molto semplice. La struttura delle canzoni è
piuttosto articolata, riff su riff si accavallano, le melodie sono
sempre belle e trascinanti, sempre in primo piano, e soprattutto non c'è
mai un vero calo di tensione, mai una stessa parte viene ripetuta per
più di un paio di volte, in modo da ritrovarsi con decine di riff anche
in una stessa canzone. Tutto scorre su livelli alti di attenzione, cambi
di tempo, stacchi, distorsioni che si trasformano in bisbigli, e
ritmiche lente ma sempre ferratissime.
Il tributo ai My Dying Bride, però, bisogno
dirlo, è evidente e palpabile. Sicuramente i Century Sleeper
godono di una buona personalità, ma per tutto l'album la Sposa Morente è
omaggiata a destra e a manca, sia nelle sonorità che nell'attitudine,
che i Century sembrano voler ricalcare in chiave cristiana. Diamo
a Cesare ciò che è di Cesare, comunque: il gruppo è abile nell'unire
queste sue influenze prese dai My Dying Bride con un tipo di
gothic metal molto più leggero, melodico e arioso, alternando
sapientemente le varie parti tra loro, ma senza mai cadere nella
ruffianeria tipica degli HIM. Il doom rimane, infatti, sempre e
comunque in primo piano, nell'incedere lento e cadenzato dei brani,
nelle melodie sulfuree, ma tutto in una chiave gotica e romantica. Anche
le ritmiche ne risentono, cambiando repentinamente da accelerazioni a
mid-tempo, con stacchi di basso pulsante e voce profonda (come in
Arnos vale) che danno respiro e preparano alla tempesta. Tutto,
quindi, viene poi rivisto in una chiave personale, in un loro stile nel
comporre e nell'arrangiare i pezzi, per cui non possiamo nemmeno
etichettare il gruppo in balia delle sue influenze. Doom, gothic,
pesantezza, leggerezza, angoscia, ruffianeria, tanto My Dying Bride,
ma anche tanta personalità. Si dimostrano assolutamente abili nel legare
tra loro le due facce del gothic metal, quella dell'angoscia e della
depressione, insieme a quella romantica e ruffiana.
Ecco perché mi sento di consigliarli
indistintamente sia per chi ascolta funeral doom dalla mattina alla sera
(anche per riposare un po' le orecchie), sia a chi esce pazzo per Ville
Valo, per i 69 Eyes e per tutta la scena "tranquilla" del gothic.
Ovviamente, un ascolto è obbligato per tutti gli amanti dei My Dying
Bride (ascoltate Lost in Your ocean per avere un'idea
di quanto questi siano la musa ispiratrice dei Century Sleeper).
Rilassano ed esaltano. Davvero piacevoli nel complesso. Un gruppo di cui
la scena gothic/doom metal cristiana aveva bisogno. Consigliati.
Stefano Pentassuglia
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