Italian Christian Metal Website  -  Il sito italiano dedicato al Metallo Cristiano

Menu

 
 
Band Links
 
 
 
 

 

CERIMONIAL SACRED
Our War Is Only Against Hell
unblack
2005 - Extreme Records
(Brasile)
www.myspace.com/cerimonialsacredfanpage
 

Estremamente interessante questo debut dell'unblackster duo sudamericano, che si avvale di un altro paio di guest artist per la batteria e le orchestrazioni. Lord Melancton Samengallef e Arclord Abisai Darkaliel col supporto della commovente Extreme Records hanno dato vita ad una release ultra professionale, come testimoniano sia il curatissimo artwork che la lodevole produzione con cui i Cerimonial Sacred esprimono il loro black sinfonico che trova, musicalmente parlando, la più irrorante fonte d'ispirazione nei Dimmu Borgir, ma che ovviamente in rapporto a questa band, come esprime del resto chiaramente il titolo dell'album, "Our War Is Only Against Hell", ha una mira del messaggio diametralmente opposta: testimoniare e vivere la propria fede cristiana attraverso un atteggiamento di totale e cruenta battaglia (spirituale) contro il male ed il Maligno.

L'album è diviso in otto tracce per una durata complessiva di poco superiore ai trenta minuti; i punti di forza del lavoro sono sicuramente una buonissima produzione, una esecuzione strumentale senza macchia ed i bei inserti sinfonici e pianistici, uno dei quali compone un'intera song, ossia la quarta My dead feelings; per gli aspetti rivedibili invece direi, se la reputate tale, una scarsa originalità del sound: lo stile proposto è infatti il classico black sinfonico, personalizzato sì, ma che mai esce dai consolidati schemi di successo. "Our War Is Only Against Hell" esordisce con le sontuose orchestrazioni cupe di In my cold cell per poi proseguire con Tears of a christian hero il cui black melodico piuttosto lento-tastieristico ha però passaggi più veloci e nel cui finale si inseriscono due voci recitanti, una pulita una più aggressiva, per quello che viene fuori essere un esaltante momento. Uno scroscio di pioggia che poi diventa un intenso temporale anticipa un'altra narrazione, preludio ad un'accelerazione black melodica: da qui in poi Blood storm è un'alternanza di momenti sinfonico-atmosferici, sentiti, vissuti, inquieti e break più tirati. Avevamo detto di My dead feelings, quasi due minuti tutti pianistici, malinconica e decadente ma solare e speranzosa al contempo, davvero bellissima. Tastiere turbate e melodia non ingannino, all'improvviso in A song for the immortals anticipato da un tuono ed un urlo esplode il black old-school, che poi si dividerà nel songwriting con parti più melodico-tastieristiche: nel finale inoltre l'interpretazione dello screaming è decisamente calda. Anche Religious crematory apre furiosa e grave: il sound però si fa più lento e detonante, ma è per poco dato che si torna quanto prima a mitragliare caos con però una lunga parentesi di presenze sinfoniche. Torna assai gradito il pianoforte, dolce e nostalgico in To find the King, ma accompagnato da tastiere pervasive ed avvolgenti, brano che poi si fa sinfonico con uno screaming recitante, per quello che è il momento più solenne del platter.

Chiude la bonus The hell will not to prevail: un tuono conduce ad uno sparatissimo blastbeat con chitarre zanzarose e qualche lontana tastiera, ma poi il ritmo si quieta alla ricerca di una melodia non pienamente indovinata; ma la song si risolleva immediatamente col pianoforte ed il narrato appassionato in scream, enfatizzato dal sopraggiungere di tastiere intense; il ritmo cambia ancora, è ora deciso e sinfonico prima di esplodere old-school, il che è solo un momento in quanto a chiudere questa ottima track ci pensa un triste piano. Grandissimo disco di esordio dunque per i due brasiliani, mi hanno impressionato davvero i Cerimonial Sacred; inutile rimarcare ancora come ci siano tutte le potenzialità ne venga fuori un gruppone.

Valerio Mei

VOTO

84

 

 Best view:  No Firefox!   Optimized:  FONT: Old-English ( —> download Old-English font <—); SCHERMO: 1280x1024   Credit:  Template by Vocinelweb.it